
Una giocata da 3 punti di Chris Bosh a 8” dalla sirena consente ai Raptors di centrare la terza vittoria consecutiva, dopo esser stata sotto anche di 13 lunghezze. 29 punti per l’ex Georgia Tech e 23 di un positivo Bargnani che tira 10/21 dal campo con 3 stoppate. Per i Sixers, altro ko interno dopo quello contro i Wizards. Non basta un quintetto da 90 punti con Iverson autore di 22 e Iguodala ad un passo dalla tripla doppia (17-11-9).
Continua la crisi di Orlando che perde la sua 4a gara consecutiva, giocando un pessimo 4° quarto difensivo e consentendo il riscatto di una squadra come i Wizards, vogliosi di voltare pagina dopo il caso-Arenas. 55-41, il conto a a rimbalzo per Washington che riceve le doppie doppie di Jamison (28+11) e Haywood (18+15) ed i ventelli di Foye (20) e Butler (23). Altra pessima prestazione al tiro per i Magic (42%) con l’infortunio di Carter dopo 10’ e la doppia doppia di Howard (23+11) che chiude con 5/12 ai liberi.
Boston dopo l'incredibile vittoria a Miami, s’arrende alla Philips Arena ad un grande secondo tempo degli Hawks, trascinati dalla difesa (nel 3° quarto) e da Crawford (nel 4°) che infila 14 dei suoi 18 punti negli ultimi 12’, compresa la tripla che legittima la vittoria. Atlanta (34 pts in contropiede) tira con il 50% da 3 mentre Boston arriva al 40% dal campo con un Pierce da 21 punti ed un panchina inesistente (12 pts, 3/10).
Prosegue senza intoppi la risalita degli Hornets che centrano la 5a vittoria consecutiva, portandosi ad un record di 18-16. Battuti i Nets (3-33) grazie ai 32 punti di West e alla regia di un Chris Paul da 18 assist e, soprattutto, autore del gioco da 3 punti del sorpasso a 11” dalla fine. Migliorano ma collezionano la 33a sconfitta della stagione i Nets che hanno un Lee da 28 punti e 5/7 da 3.
In una partita dallo scarso interesse di ambizioni e classifica, i Wolves battono i Pacers, arrestando l’emorragia di sconfitte consecutive a 5. La coppia della doppia doppia, Love-Jefferson risponde presente e chiude combinando per 43 punti e 25 rimbalzi con Minnesota che distrugge Indiana a rimbalzo (56-36). Ai Pacers funziona solo il tiro da 3 (16/32) con il tanto atteso rientro di Granger (19 pts con 3/10 da 3) che non da benefici.
Dopo sole 48 ore, Utah e Memphis si ritrovano avversari con i Grizzlies (29+15 per Randolph) che si vendicano del -23 subito a Salt Lake City, conquistando un difficile successo. Due le giocate decisive per la squadra rivelazione di Hollins: il canestro di Mayo a 5” dalla fine e sul possesso successivo, la esiziale stoppata (la quinta del match) di Marc Gasol sul tentativo di pareggio di Miles. Utah chiude con il 39% dal campo e con il fastidioso eco dell’assenza di Williams.
Nel derby del lago Michigan, Milwaukee batte Chicago dopo una partita carica di nervosismo (quasi rissa tra Bogut-Hinrich) ma importantissima per i Bucks (24 pts di Redd) che centrano la terza vittoria consecutiva, risalendo il fiume dell’annacquato Est. Sensazionale l’australiano che mette a referto 27 punti con 13 rimbalzi e 6 stoppate mentre Chicago non sfrutta un Rose da 25 punti e 9 assist.
Dallas domina il 4° quarto (42-23) a San Antonio con le parole di Popovich che indicano il perché: “Nowitzki è un giocatore Hall of Fame di basketball. E ha dimostrato il perché”. Dopo aver sbagliato 13 dei suoi primi 16 tiri, il tedesco segna 16 punti nello straordinario 4° quarto dei Mavs e da una delusione agli Spurs, ancora una volta sconfitti contro una “grande”. Non basta l’encomiabile prova di Duncan (31+12+5).
Il lungo viaggio ad Ovest dei Miami Heat inizia nel migliore dei modi con una vittoria in quel di Phoenix. Wade (9 rebs, 8 asts) segna un solo punto dei suoi 33 nel 4° quarto e ringrazia il canestro del sorpasso, a 33” dalla fine, di O’Neal. Bene Beasley (21+10) mentre per i Suns (0 stls, 17 TO) ci sono le doppie doppie di Hill (18+13), Stoudemire (18+18) e Nash (16+12ass) che non evitano il 4° ko casalingo.
Cadono nuovamente i Lakers, che dopo il derby perso contro i Clippers, cedono ai Blazers di uno straordinario Brandon Roy da 32 punti, 6 assist e 9/11 dal campo. Kobe Bryant per segnare lo stesso numero di punti ha bisogno di 26 tiri in più per una squadra che, a parte i 25 rimbalzi della coppia Odom-Bynum, cattura solo 13 “rodmans”. Manca Gasol ed in attacco si vede (terza partita di fila sotto quota 100).
Un parziale di 10-1 dei Nuggets ribalta la situazione nel finale di match contro i Cavs e consente a Denver di conquistare il 2° successo di fila dopo la discussa vittoria contro i Warriors. C’è Billups (23 pts) e non Anthony ma è abbastanza per limitare Cleveland, che paga il mediocre 18/29 alla lunetta. 35 per James (6a sconfitta nelle ultime 7 visite al Pepsi Center) con 2/8 da 3 e 8 TO mentre Martin, oltre al canestro del definitivo sorpasso, è autore di 19 punti e 12 rimbalzi.
Sembra finito il fluido magico dei Kings che perdono la 5a gara consecutiva. Vincono i Warriors guidati da un spumeggiante Monta Ellis che mette a referto 39 punti con 15/29 dal campo. Decisivo il 4° quarto dove Golden State limita l’attacco di Sacramento a soli 15 punti. 25 punti per Evans mentre Udoka parte in quintetto e chiude con una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi.
Risultati:
RAPTORS 108, SIXERS 106
MAGIC 97, WIZARDS 104
CELTICS 85, HAWKS 93
NETS 99, HORNETS 103
PACERS 109, TIMBERWOLVES 116
JAZZ 89, GRIZZLIES 91
BULLS 93, BUCKS 96
MAVERICKS 112, SPURS 103
HEAT 109, SUNS 105
LAKERS 98, TRAILBLAZERS 107
CAVALIERS 97, NUGGETS 99
KINGS 101, WARRIORS 108
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