
CAVALIERS 90, MAGIC 103 (Orlando wins 4-2)
Orlando conquista la finale NBA vincendo con pieno merito gara 6 e serie contro i Cavaliers, che abbandonano la stagione NBA dopo averla dominata per lunghi tratti. Ma il sesto episodio della serie contro Lebron James ha un solo protagonista. Dwight Howard, che fa segnare il massimo di punti in carriera in una partita di playoff, scollinando sopra quota 40, con 14 rimbalzi, 4 assist, 14/21 dal campo ed un eccellente 12/16 ai liberi che ha permesso ai Magic di centrare la seconda finale NBA della loro storia, dopo quella disputata (e persa 4-0) contro i Rockets, nel 1995. Partita messa subito sui binari di Orlando, che chiude la prima frazione con un vantaggio di 19 punti, limitando i Cavs a soli 40 realizzati, 90 a fine gara con il record di Orlando che si aggiorna (9-0, quando l’avversario segna 90 punti o meno). Ancora una volta sono le triple che fanno la differenza, con i Magic che ne infilano 12, salendo a quota 63 in 6 gare (record NBA). Ai Cavs, che collezionano la 5a sconfitta consecutiva, tra stagione regolare e playoff, all’Amway Arena, non bastano i 22 punti di Delonte West ed i 17 con 5 assist di Mo Williams mentre Lebron dopo aver segnato almeno 35 punti nelle precedenti 5 gare della serie, si ferma a 25, restando a secco nel 2° quarto. Per Orlando,neo campioni della Eastern Conference, oltre al quarantello di Howard, ci sono i 18 punti di Lewis ed i 14 di un decisivo Pietrus (4/7 da 3) con Turkoglu che come al solito rende meglio in trasferta (10 punti con 3/12 dal campo). Orlando va meritatamente in finale. Per la sfida Lebron-Kobe, bisogna aspettare.

Sarà l'australiano Ryan Briscoe a partire dalla pole domani nella ABC Supply/A.J. Foyt 225 a Milwaukee, quinto appuntamento della stagione Indycar. Il pilota di Penske, vincitore a Milwaukee nel 2008, ha ottenuto la media sui 4 giri di 270,945 kmh. In prima fila insieme a lui partirà Graham Rahal, alla terza partenza in prima fila in questa stagione dopo le due pole a St.Petersburg e Kansas, che era stato più veloce dell'australiano nei primi tre giri. Seconda fila per Tony Kanaan, che corre nonostante il dolore dovuto all'incidente ad Indianapolis, e Scott Dixon. Il vincitore di Indy Helio Castroneves partirà invece ultimo a causa di un incidente. Non saranno al via della gara il Team 3G e il suo pilota, il rookie Stanton Barett. Dopo la mancata qualifica ad Indianapolis, questa volta l'ex pilota NASCAR è andato a muro nelle libere, danneggiando la scatola del cambio. "Dobbiamo rimettere mani al portafoglio", ha detto il co-proprietario del team Greg Beck. "Purtroppo, la vettura è stata danneggiata abbastanza da non poter essere riparata qui. Stiamo lavorando per arrivare pronti per la prossima settimana per la corsa in Texas e per il resto della stagione.E' dura non poter correre qui. Eravamo veramente impazienti di farlo, ma adesso la nostra attenzione si sposta sulla Bombardier Learjet 550k del prossimo 6 giugno."
Griglia di partenza:
Pos Driver Team Speed
1. Ryan Briscoe Penske 168.394mph
2. Graham Rahal Newman/Haas/Lanigan 168.117mph
3. Tony Kanaan Andretti Green 167.793mph
4. Scott Dixon Ganassi 167.089mph
5. Mario Moraes KV 166.791mph
6. Hideki Mutoh Andretti Green 166.139mph
7. Danica Patrick Andretti Green 165.168mph
8. Dario Franchitti Ganassi 164.706mph
9. Raphael Matos Luczo Dragon 164.671mph
10. Tomas Scheckter Dreyer & Reinbold 163.310mph
11. Mike Conway Dreyer & Reinbold 162.187mph
12. Robert Doornbos Newman/Haas/Lanigan 161.657mph
13. Marco Andretti Andretti Green 161.531mph
14. Dan Wheldon Panther 161.433mph
15. Justin Wilson Coyne 161.411mph
16. Paul Tracy Foyt 160.798mph
17. EJ Viso HVM 160.744mph
18. Ryan Hunter-Reay Vision 160.381mph
19. Ed Carpenter Vision 160.079mph
20. Helio Castroneves Penske

Novità dal minicamp di Minnesota: la offense dei Vikings sta provando delle varianti.
Il rookie Percy Harvin è stato provato come shotgun quarterback con Sage Rosenfels allineato come wide receiver.
Harvin, il tailback Chester Taylor e lo wide receiver Darius Reynaud si sono alternati nella posizione di quarterback. Si cerca così anche di mettere in campo Taylor insieme ad Adrian Peterson.
LAKERS 119, NUGGETS 92 (LA wins 4-2)
I Lakers volano in finale sbancando il Pepsi Center dopo una partita pressoché perfetta, laureandosi campioni della Western Conference e centrando la 30a finale NBA della loro storia. Kobe Bryant gioca la miglior partita dei suoi playoff, mettendo a referto 35 punti con 12/20 dal campo, coinvolgendo i compagni con i suoi preziosi 10 assist, mandando dapprima in fuga i Lakers sul finire del 2° quarto e chiudendo la contesa a metà 4° quarto con un personale 7-0 di parziale. Ariza gioca un signor primo tempo (10 punti nel 1° quarto) mentre nel secondo esce fuori il talento di Paul Gasol che chiude gara 6 con 20 punti, 12 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi. Bene anche Odom (20 punti e 8 rimbalzi) mentre la sorpresa della serata viene dall’impatto di Walton che segna 10 punti sostituendo per buona parte della ripresa Ariza, appesantito dai 4 falli. Lakers che chiudono il primo tempo con il 60% dal campo limitando i Nuggets a soli 40 punti a referto. L’unico che sembra provarci per Denver è JR Smith che segna 24 punti con 4 triple mentre Anthony è vittima delle sue scarse percentuali (6/17). Melo chiude con 25 punti e 12/15 dalla lunetta. Delude un nervoso Billups che fa segnare il massimo di assist nella serie (9) ma non va oltre il 2/7 al tiro. Discreto Martin (13) che però va in difficoltà contro Gasol mentre l’impatto di Andersen è praticamente nullo, nonostante le solite 3 stoppate. Denver saluta i playoff con un -27 forse esagerato per la serie che ha disputato ma non per questa mediocre gara 6.
La stagione della National Hockey League (NHL) è giunta all’atto finale. A contendersi la Stanley Cup saranno le stesse squadre dello scorso anno: i Detroit Red Wings, campioni in carica e dominatori della Western Conference, e i Pittsburgh Penguins, campioni della Eastern Conference. La finale, al meglio delle sette partite, sarà trasmessa in diretta su ESPN America (canale 213 di Sky) a partire dalle ore 1.30 nella notte tra sabato 30 e domenica 31 maggio.
Nella finale dello scorso anno i Detroit Red Wings hanno conquistato la Stanley Cup sconfiggendo 4-2 in finale i Pittsburgh Penguins. Ma il secco 4-0 che la squadra canadese ha rifilato ai Carolina Hurricanes nella finale della Eastern Conference lascia presagire che l’esito della sfida finale di quest’anno sia quanto mai incerto.
I Detroit Red Wings, dal canto loro, hanno staccato il biglietto per l’atto finale della NHL imponendosi per 4-1 contro i Chicago Blackhawks nella finale della Western Conference.
E’ la prima volta dal 1984 che due squadre si affrontano nella finale della Stanley Cup in due stagioni consecutive. Dal 2001 nessuna squadra campione era riuscita a conquistare la possibilità di confermare il titolo, impresa riuscita quest’anno ai Detroit Red Wings.
I riflettori saranno puntati in modo particolare su Marian Hossa. Il forte giocatore slovacco, che ha partecipato a quattro edizioni dell’All Star Game, ha rinunciato la scorsa estate al ricco contratto che lo legava ai Penguins per legarsi per un anno ai Red Wings. Solo il risultato della serie finale ci svelerà se il suo è stato un azzardo o una decisione vincente.
Oltre alle dirette delle partite, ESPN America propone ogni sera NHL On The Fly, lo show che fa il punto della situazione su quel che accade nella stagione della NHL. Attraverso interviste, anticipazioni, highlights e analisi dettagliate di ogni singola partita, NHL On The Fly è lo show che permette a tutti gli appassionati di hochey di essere costantemente aggiornati su quel che accade sul ghiaccio.
La week 11 della Mls presenta un ricco programma in cui scenderanno in campo tutti i quindici team, ciò grazie a ben due anticipi settimanali.
Nel primo disputato il 27 maggio, i Columbus Crew hanno superato tra le mura amiche i San Josè Earthquakes per 2-1. Per i gialloneri di Robert Warzycha questo è il secondo successo stagionale in campionato, mentre la formazione di Frank Yallop incassa la sua quinta sconfitta in altrettante gare esterne e settima del torneo.
Eppure è proprio la formazione della baia di San Francisco ad aver un miglior approccio alla gara e sbloccare il risultato al 23': lungo cross da sinistra dell'ex Eric Denton, sponda di Amarikwa con Ryan Johnson lesto ad anticipare Brunner e calciare alle spalle di Gruenebaum.
I Crew - ancora orfani del portiere Hesmer e di capitan Hejduk, oltre che dello squalificato O'Rourke - trovano il pari sei minuti più tardi sugli sviluppi di un corner di Schelotto, Padula riscodella in area per la testa di Brunner che serve sull'altro palo l'accorrente Eddie Gaven che di testa firma il pari. Un gol che nasce anche da un grossolano errore di un elemento dei californiani che si attarda colpevolmente a lasciare la linea di porta.
Il secondo tempo è a senso unico in favore dei padroni di casa che dopo appena un minuto di gioco trovano il gol del 2-1 con il solito Guillermo Barros Schelotto che sfrutta al meglio un incursione da destra del nigeriano Ekpo.
Yallop cerca di scuotere i suoi con l'ingresso di Arturo Alvarez e dell'ultimo arrivato Cornell Glen, ma senza riuscire a creare azioni pericolose per la porta dei Crew che così festeggiano la vittoria e salgono a quota 12 in classifica. Nota negativa per Warzycha l'infortunio occorso al mediano Brian Carroll.
Ricco di spunti ed emozioni come nelle premesse della vigilia, invece, la gara disputata giovedì notte tra Chivas Usa e Chicago Fire, leader delle rispettive Conference.
Fire vicino al gol dopo pochi minuti di gioco con una conclusione di Thorrington che si spegne di poco a lato, replica dei padroni di casa che trovano il vantaggio (16') con un tiro dalla distanza del brasiliano Paulo Nagamura, al quarto centro stagionale.
Nagamura è abile a sfruttare lo spazio concessogli sulla linea mediana dai Fire, ma è anche fortunato poichè la sua conclusione indirizzata sul palo alla sinistra di Busch, rimbalza sul terreno di gioco assumendo una traiettoria beffarda per il portiere ospite che non sembra esente da colpe.
La gara è aperta ed assai spigolosa, ed a salire in cattedra è l'arbitro della sfida che prima concede un rigore ai Fire, per una trattenuta veniale su Conde, con trasformazione di Cuauhtemoc Blanco (25'), e poi ai Chivas per un assai ingenuo intervento in scivolata di Bakary Soumare ai danni di Maykel Galindo, con lo stesso attaccante cubano che si presenta sul dischetto (37') superando Busch per il 2-1.
La svolta della gara arriva al 63' quando i Chivas restano in dieci per la doppia
ammonizione di capitan Jesse Marsch, reo di due atterramenti a metà campo su Blanco, entrambi sanzionati con il cartellino giallo.
Si assiste al forcing dei Chicago Fire alla ricerca del pari, ed allo scopo il tecnico Hamlett getta nella mischia prima Mapp, poi Nyarko e il rookie Husidic passando alla difesa a tre. Scelta baciata dalla fortuna quella del tecnico costaricano, perchè un passaggio filtrante di Mapp deviato involontariamente da un difensore dei Chivas diventa una ghiotta occasione per Patrick Nyarko (89' ) che a tu per tu con Thornton firma il pari.
Sembra essere il momento dei titoli di coda, ma arriva la sorpresa finale: ingenua trattenuta del messicano Truijllo ai danni di McBride che non sfugge a Vaughn, il fischietto della gara che concede al 95' il terzo rigore del match: sul dichetto è ancora glaciale Cuauhtemoc Blanco a gelare il pubblico dei Chivas e regalare il successo ai suoi.
Sconfitta assai amara per i Chivas di Preki che avevano a lungo pregustato il gusto della vittoria, mentre i Chicago Fire si confermano sempre più leader nell'Eastern Conference con 21 punti, cinque vittorie in undici gare e zero sconfitte. Ed ancora vi è l'intero programma di sette gare della week eleven da scrivere.

Tomas Scheckter guiderà la Dallara n.23 del Dreyer&Reinbold Racing questo fine settimana a Milwaukee. La vettura quest'anno era stata affidata nelle prime due gare stagionali a Darren Manning, mentre in Kansas e ad Indianapolis ha corso Milka Duno. Come da accordo, la presenza della venezuelana non era prevista per la gara di Milwaukee. "Siamo entusiasti di avere Tomas nel nostro team", ha detto il co-proprietario del team Dennis Reinbold. "Avevamo parlato con lui in diverse occasioni, e adesso la possibilità si è concretizzata. Penso che a Milwaukee avremo una squadra molto forte." "Avevo parlato a lungo con Dennis e Larry Curry, ed eravamo andati vicino ad un accordo un paio di volte", ha detto Scheckter. "Per noi mettere insieme questo accordo è una grande cosa e sono veramente impaziente di scendere in pista. Sarà un bene lavorare con alcune persone con cui ho lavorato già in passato."
MAGIC 102, CAVALIERS 112 (ORL leads 3-2)
Cleveland rimane in piedi e accorcia le distanza nella serie contro i Magic che ora conducono 3-2, con la possibilità di giocarsi il secondo match point all’Amway Arena, in Florida. Partita fotocopia delle prime due gare con i Cavs che scappano fino a toccare le 22 lunghezze di vantaggio, con il canestro di West che fissa il punteggio su un clamoroso 32-10. Ma Van Gundy scuote i Magic, che producono l’ennesima rimonta della serie chiudendo il primo tempo sul -1 grazie alla tripla di Lewis. Orlando prova la fuga ad inizio 3° quarto con parziale di 9-0 che apre il periodo ma Williams dall’angolo, i canestri di Lebron ed il gioco da 3 punti di Ilgauskas riportano Cleveland a contatto. A fine del 3° quarto il duello tra Varejao e Howard si fa rusticano con Turkoglu che regala il +4, prima della tripla di Gisbon che riduce lo scarto ad una sola lunghezza. Ma il 4° quarto è il regno di Lebron James, nel quale segna 17 dei suoi 37 punti, mettendo lo zampino nei primi 29 punti dei Cavs, negli ultimi 12 minuti. L’MVP chiude con una strepitosa tripla doppia da 37 punti, 14 rimbalzi e ben 12 assist, molti dei quali per le triple di Williams che finalmente trova con continuità il canestro mettendo a referto 24 punti infilando lo stesso numero di triple (6) realizzate nelle prime 4 gare della serie. Ilgauskas spende 6 falli nei suoi 27’ di gioco realizzando 16 punti mentre West segna 13 punti con Gibson che è decisivo con le sue tre triple. Per i Magic, alla ricerca della prima finale NBA dal 1995, scendono le percentuali con il 32% da 3 ed il 68% ai liberi. Alston non replica la sua favolosa gara 4, chiudendo con 3 punti a referto e solo un canestro a fronte di 10 tentativi (1/7 da 3). Turkoglu è il go-to-guy con 29 punti (10/18 dal campo) ma soli 2 assist mentre Lewis fa 1/5 da 3 per 15 punti. Doppia doppia per Howard (24+10) che esce per falli a 2’22” dalla fine, cercando di fermare una penetrazione di James. Si torna il Florida, con Cleveland che ha in testa un solo numero. 7, gara 7.
NUGGETS 94, LAKERS 103 (LA leads 3-2)
Lamar Odom e i Los Angeles Lakers agguantano gara 5 e passano in vantaggio nella serie per 3-2, garantendosi mal che vada, la gara 7 allo Staples Center. Partita equilibrata, con il punteggio a testimoniarlo in modo eloquente, visti i primi 3 quarti, chiusi con 3 parità. Ma il parziale di 21-3 che chiude il 3° quarto e apre il 4° permette ai Lakers di rompere l’equilibrio e di volare anche sul +11 con il canestro di Shannon Brown. 4 punti consecutivi di Kleiza e la schiacciata di Anthony riportano sul -4 i Nuggets ma le due successive giocate decisive sono griffate L.A. con due giochi da 3 punti. La prima è di Ariza e la seconda è di Odom che riceve l’ottavo assist di Bryant e manda +8 i losangelini con un 1’ da giocare. Kobe chiude con 22 punti con 6/13 dal campo mentre Odom è il vero MVP della contesa, giocando una gara maiuscola da 19 punti, 14 rimbalzi, 3 assist e ben 4 stoppate mentre Gasol arriva ad otto doppie doppie consecutive in questi playoff con i suoi 14 punti e 10 rimbalzi. Questa volta la panchina dei Lakers vince la sfida con quella di Denver (34-26) e la front-line non va sotto a rimbalzo, piazzando anche 12 stoppate (5 Gasol). Per i Nuggets, 38% dal campo e 7/24 da 3 con Anthony che nonostante i 31 punti a referto, continua a faticare al tiro. Dopo il 14/20 di gara 1, siamo a 28/81 e sole 2 triple (su 20 tentativi) a bersaglio nelle ultime 4 gare. Billups si prende 7 tiri per 12 punti e 5 assist mentre JR Smith, dopo la sua elettrica gara 4, spara un 1/10 da 3, chiudendo con 7 punti e 4 assist. Esce per falli, dopo solo 26’ sul parquet, un Nene da 4 punti e 8 rimbalzi, lo stesso score di Andersen che piazza le sue solite 4 stoppate. Si torna in Colorado. Per i Lakers, il primo match point a disposizione.
Ci saranno anche i Seattle Sounders e i DC United a rappresentare la Mls nell'US Open Cup 2009. I due team si sono qualificati attraverso la fase preliminare ad eliminazione e così si uniranno alle già ammesse - in rappresentanza della Mls - di diritto al torneo: Crew, Fire, Revs, Dynamo, Chivas e Wizards.
L'US Open Cup è il più antico torneo calcistico americano essendo stato istituito nel 1914 ed è dedicato alla figura di Lamar Hunt, uno dei maggiori investitori della Mls e di cui gli eredi detengono la proprietà delle compagini di Columbus e Dallas.
La settimana scorsa era arrivata la qualificazione dei DC United che avevano strapazzato i Red Bulls per 5-3: grazie ad un avvio di gara a tambur battente che li ha visti avanti di quattro gol in meno di mezz'ora di gioco. Ieri notte, invece, i Seattle Sounders hanno superato 1-0 i Colorado Rapids, grazie ad una rete dell'attaccante Kevin Forrest al 61'.
Oltre agli otto team della Mls, all'US Open Cup prendono parte otto rappresentanti per
l'USL1 e altrettanti per USL2, le otto vincitrici dei barrage di qualificazione dei tornei PDL, ed infine le otto vincitrici dei preliminari dei team dell'USASA.
Il primo turno dell'US Open Cup è in programma per il prossimo 9 giugno, una settimana dopo il secondo turno.