
Secondo quanto riportato dal sito www.calciomercato.com (che a sua volta riprende una notizia pubblicata dal quotidiano brasiliano "Estado de Minas") i NY Red Bulls avrebbero offerto a Ronaldo 120 milioni di dollari per 10 anni (dunque circa 9,4 milioni di euro all'anno) per giocare nella MLS.

Ma il brasiliano ha dichiarato che vuole andare negli USA ma solo tra qualche anno: "Adesso ho un contratto con il Real Madrid e penso solo al Mondiale, ma non c'è dubbio che il mercato americano è nei miei obiettivi futuri".
Il procuratore di Ronaldo, Fabiano Farah, ha detto al quotidiano "Estado de Minas" che Ronaldo rifiuta l'offerta perché è felice di giocare in Europa, e vuole rimanerci per parecchi anni: "Un trasferimento negli USA ora non avrebbe senso" ha detto Farah. "Ci sono altre sfide che lo attendono qui in Europa".
Molti i dubbi riguardo all'intera vicenda: 1- Ronaldo è un giocatore di 30 anni, i cui problemi fisici (leggi: ginocchio) sono stati molto ben nascosti in questi anni al Real Madrid; 2- quest'offerta si scontra in maniera fragorosa con la politica di contenimento dei salari applicata dalla MLS in questi anni (anche se sembra sempre più vicina l'introduzione di un'eccezione salariale a disposizione di ogni squadra).
Certo è che un'offerta del genere porta una pubblicità sensazionale a tutto il movimento calcistico statunitense: ma se Ronie andrà a giocare nella MLS tra (per ipotesi) 4 anni rischiamo di vedere un grande campione ormai alla frutta, esattamente come accadeva 20 anni fa nella defunta NASL...
Come sempre staremo a vedere.
alla prossima!!
blackiesan74
Ora rimane solo Hank “Hammerin” Aaron, lassù, ormai lì vicino, a 755.
Ieri con una sventolata da 450 piedi Barry Bonds ha battuto il suo 715esimo fuoricampo in carriera ed ha superato il mitico Babe Ruth, fermo a quota 714.
Bonds ha battuto un lancio 3-2 di Byung-Hyun Kim, dei Colorado Rockies, oltre il muretto dell’esterno centro in una partita che i San Francisco Giants hanno perso per 6-3.
Kim, naturalmente, è famoso per aver concesso HR decisivi che fecero perdere ai suoi Arizona D-Backs Gara 4 e Gara 5 delle World Series del 2001 contro i New Yok Yankees: Tino Martinez, Derek Jeter e Scott Brosius batterono quei fuoricampo.
La folla dell’At&T Park di San Francisco, un esaurito da 42,935 persone, è esplosa in un ruggito esultante che è durato a lungo.
Come già ricordato anche gli HR numero 500, 600, 660, 661 e 71-72-73 della stagione 2001 sono stati battuti a San Francisco. Solo l’HR 714 è stato realizzato ad Oakland, pur sempre nella Baia.
Ruth battè il numero 714, il suo ultimo HR, il 25 maggio 1935 giocando per i Boston Braves al Forbes Field di Pittsburgh, uno dei tre HR di quel giorno.
Aaron superò Ruth l’8 aprile 1974 all’Atlanta-Fulton County Stadium durante una vittoria per 7-4 contro i Los Angeles Dodgers. Aaron battè il numero 715 al vecchio stadio di Cincinnati, il Riverfront Stadium.
Ora Bonds è a soli 40 HR da Aaron.
Note:
Andrew Morbitzer stava andando a prendere una birra e noccioline per sua moglie Megan e per se stesso quando dall’alto è arrivato il numero 715. Andrew ha allungato la mano e lo ha afferrato. Era la prima volta che andava a vedere i San Francisco Giants quest’anno e non aveva mai preso una pallina al volo allo stadio.
Nello stesso momento il microfono della KNBR, radio californiana che trasmette in diretta le partite dei Giants da 27 anni, si è improvvisamente spento e Dave Flemming, l’annunciatore, è rimasto con le parole a mezz’aria: "Three and two. Finley runs. The payoff pitch. A swing and a drive, deep to cen...". Barry Bonds aveva appena battuto il fuoricampo numero 715 della sua carriera, uno in più del leggendario Babe Ruth, e che lo piazza al secondo posto della classifica di tutti i tempi. Davanti c’è ora soltanto Hank Aaron a quota 755.
I Giants, quando erano ancora a New York, anzi per la precisione il loro annunciatore Russ Hodges, fu coinvolto in una delle chiamate radiofoniche più famose quando, nel 1951, descrisse il fuoricampo vincente di Bobby Thomson nello spareggio con i Brooklyn Dodgers.
Vittoria per 1-0 degli USA sulla Lettonia nella terza ed ultima amichevole della serie in preparazione ai Mondiali di Germania.
Il gol, messo a segno dal 33enne attaccante del Fulham Brian McBride è arrivato al 43', un colpo di testa su cross del terzino destro Steve Cherundolo.
28 maggio, 2006
Rentschler Field - East Hartford (Connecticut)
USA - Lettonia
USA: 18-Kasey Keller; 6-Steve Cherundolo, 23-Eddie Pope, 13-Jimmy Conrad, 7-Eddie Lewis; 4-Pablo Mastroeni (24-Michael Bradley, 83), 17-DaMarcus Beasley, 5-John O’Brien (15-Bobby Convey, 66), 21-Landon Donovan (capt.); 20-Brian McBride, 9-Eddie Johnson (11-Brian Ching, 83)
A disp: 1-Tim Howard, 2- Chris Albright, 12-Gregg Berhalter, 14-Ben Olsen, 16-Josh Wolff, 19-Marcus Hahnemann, 22-Oguchi Onyewu
CT: Bruce Arena
Lettonia: 1- Aleksandrs Kolinko; 4-Dzintars Zirnis, 14-Maris Smirnovs, 17-Oskars Klava, 6-Deniss Ivanovs; 3-Vitalijs Astafjevs, 5-Juris Laizans (13-Aleksejs Visnakovs, 70), 10-Andrejs Rubins (19-Gatis Kalninš, 83), 15-Genadijs Solonicins (8-Viktors Morozs, 46); 9-Maris Verpakovskis, 11-Andrejs Prohorenkovs (20-Girts Karlsons, 46)
A disp: 2-Arturs Zakreševskis, 7-Aleksandrs Isakovs, 12-Andrejs Piedels, 18-Kristaps Blanks
CT: Juris Andrejevs
Gol: McBride (USA) 43'
Ammoniti: Solonicins (LVA) 10', Prohorenkovs (LVA) 29', Laizans (LVA) 57'
Arbitro: Steven Dipiero (CAN)
Guardalinee: Simon Fearn (CAN), Neil Scofield (CAN)
Quarto uomo: Alex Prus (USA)
Spettatori: 24.636

Riceviamo e pubblichiamo, dal gentilissimo utente Spoonman, le foto di un suo viaggio negli Usa. Tappa obbligata, ovviamente, Fenway Park per la sfida tra Seattle Mariners e Boston Red Sox.
Un altro tipo di "Green Monster"

La statua del mitico Ted Williams, davanti all'entrata di Van Ness Street.

L'entrata di Fenway, da Yawkey Way.

Una visuale dello stadio.

Il Green Monster, quello vero.

Visuale dell'outfield.

Carl Everett in mezzo a due suoi compagni.

Altra visuale dello stadio.

Ichiro Suzuki osserva i compagni.

Pubblicità e data della partita.

Qualche cimelio... molto significativo per i tifosi di Boston.

I Mariners durante il batting practice.

Ichiro Suzuki e tutta la sua concentrazione.

Nella notte di sabato sono state giocate 4 partite valide per la regular season 2006. Nessun risultato particolarmente eclatante, fatta eccezione per la sconfitta di Chicago a L.A. contro i Chivas. Di seguito risultati, tabellini e commento.
Real Salt Lake - Colorado Rapids 2-2
Kirovski (COL) 33', Cunningham (RSL, pk) 73', Wasson (COL) 84', Kreis (RSL) 88'
Real Salt Lake Garlick, Novak, Akwari (Williams 69'), Torres, Forko, Klein, Cutler (Cunningham 46'), Talley, Ballouchy, Harris, Kreis.
A disp: Besagno, Brown, Jimenez, Nolly, Watson
Colorado Rapids Coundoul, Wingert, Freeman, Petke, Denton, Cooke, Beckerman, Kirovski, Mathis (Wasson 80'), Ben Dayan (Noel 66'), Peterson.
A disp: Clark, Dzubay, Gargan, Gonzalez, Martins
Partita piuttosto incolore, che vive di sprazzi e iniziative solitarie. Il 2-2 finale non deve trarre in inganno: da apprezzare la volontà da parte di RSL di non darsi per vinta e rimontare 2 volte, anche quando Harris si fa espellere a 10' dalla fine. Segnaliamo la segnatura di Kreis che sale a quota 103 reti in carriera nella MLS (Miglior Marcatore di tutti i tempi); per il resto non c'è molto da raccontare. Ma intanto Colorado è stabile al 3° posto e RSL non è più il fanalino di coda della Western Conference.
New England Revolution - Houston Dynamo 1-1
Ralston (NE) 55', Cochrane (HOU) 85'
New England Revolution Reis, Riley (Larentowicz 24'), Parkhurst, Heaps, Ralston, Dorman, Joseph, Franchino, Noonan (Lochhead 82'), Cancela, Twellman.
A disp: Brown, Haggerty, Sims, Warren, Wynn
Houston Dynamo Onstad, Robinson, Waibel (Gray 77'), Cochrane, Goldthwaite (Nash 73'), Mullan, Clark, De Rosario (Holden 80'), Barrett, Moreno, Cerritos.
A disp: Aloisi, Ianni, Wells, Wondolowski
Pareggio che lascia l'amaro in bocca ai bostoniani, che devono solo recitare il mea culpa per aver di nuovo subito un gol su cross dalle fasce, come accaduto troppe volte questa stagione; in ogni caso buona reazione dopo lo 0-4 subito da Dallas. Buona partita di entrambe le squadre, con Houston più manovriera e Boston più attenta a cercare il contropiede. Pareggio sostanzialmente giusto.
Kansas City Wizards - D.C. United 1-3
Moreno (DC) 2' e 18', Sealy (KC) 26', Boswell (DC) 46'
Kansas City Wizards Oshoniyi, Groenwald (Jewsbury 58'), Garcia, Thomas, Burciaga Jr., Victorine, Zavagnin, Zotinca (Watson 69'), Arnaud, Pore (Movsisyan 72'), Sealy.
A disp: Hesmer, John, Raybould, Wahl
D.C. United Perkins, Erpen, Boswell, Namoff, Gros, Adu, Carroll, Gomez (Nickell 87'), Simms, Moreno (Filomeno 80'), Eskandarian (Mediate 68').
A disp: Carroll, Moose, Rimando, Wilson
Washington dà uno strappo notevole e con questa vittoria tiene a distanza proprio i Wizards; partita già decisa nel 1° tempo, con i United che fanno il bello e il cattivo tempo e Kansas City che accenna solo una timida reazione. La ripresa è più equilibrata, ma Kansas non trova la via della rete, anche per l'atteggiamento tattico di Washington, che schiera Adu da esterno sinistro (buona la sua partita, con l'assist per il 3° gol). I United rinforzano la leadership a Est, i Wizards dimostrano una certa mancanza di equilibrio.
CD Chivas - Chicago Fire 1-0
Garcia (CHV) 2'
Chivas USA Burpo, Vaughn, Hernandez, Regan, Bornstein, Garcia (Whitfield 82'), Kljestan, Marsch, Mendoza (Perez 71'), Palencia (Taylor 76'), Razov.
A disp: Guzan, Helm, Lopez, Sanchez
Chicago Fire Thornton, Sanneh (Franks 11'), Robinson, Stewart, Griffin (Carr 64'), Pause, Armas, Thiago, Guerrero, Jaqua (Herron 76'), Rolfe.
A disp: Montz, Pickens, Plotkin, Segares
García segna al 2' e da lì in poi i Chivas riusciranno a fare solo tiri di alleggerimento. Ma Chicago, pur premendo sull'acceleratore e inchiodando L.A. nella sua area, non riesce mai a impensierire Burpo (debutto per l'ex portiere dei Seattle Sounders della USL). La vittoria è una boccata d'ossigeno per i Chivas, mentre la sconfitta non ridimensiona particolarmente Chicago, visto l'equilibrio che regna nella Eastern Conference, ma di certo pone qualche dubbio sull'effettiva capacità di realizzazione della franchigia dell'Illinois.
le classifiche
Western Conference
FC Dallas pt. 21
Houston Dynamo pt. 14*
Colorado Rapids pt. 11**
Real Salt Lake pt. 8*
CD Chivas pt. 7***
Los Angeles Galaxy pt. 7*
Eastern Conference
D.C. United pt. 18*
Kansas City Wizards pt. 13*
New England Revolution pt. 11**
Columbus Crew pt. 11**
Chicago Fire pt. 10**
New York Red Bulls pt. 8**
* = 1 partita in meno
** = 2 partite in meno
*** = 3 partite in meno
alla prossima!!
blackiesan74
In una American Airlines Arena gremita di spettatori in bianco, come la squadra padrone di casa, gli Heat non deludono e si portano in vantaggio nella serie: 98-83 il risultato finale, con un enorme Shaq (27p 12r) e un immenso Wade (35p 8r 4a) che ha Jordaneggiato tutta la sera.
Per Detroit molto bene Billups, apparso nuovamente quello degli scorsi Playoff: 31 punti con 11/17 al tiro e l'impressione di poter dominare il proprio avversario diretto a piacimento. Bene anche Hamilton (20p), mentre il resto del team ha giocato molto male, in particolare i Wallace, in pratica mai in partita.
La partita comunque ha un brivido nel quarto periodo quando con un parziale di 11-0 Detroit si porta a -1: a quel punto McDyess sbaglia una schiacciata, e sul ribaltamento di fronte Wade segna e subisce fallo. E' su questo episodio che per l'ennesima volta gira l'inerzia dell'incontro.
Si replica lunedì, sempre a Miami.
In Gara 2 i Dallas Mavs si portano sull 1-1 nella serie, dopo una partita condotta fin dal primo quarto, in qui si presentano con un quintetto atipico con Van Horn da centro.
Buona la difesa dei ragazzi di Avery Johnson, che provano ad abbassare il ritmo, e a tratti riescono ad imbrigliare l'attacco Suns, che giocano praticamente in 7 a causa dell'assenza per infortunio di Raja Bell; Howard, dato in forse per Dallas, chiuderà invece con 29p e 7r in 39 minuti, assolutamente insostituibile...
Nonostante il ritorno nel secondo tempo, Dallas mantiene le distanze nel finale e chiude a 105-98: Nowitzki 30p 14r 5a - Nash 16p 11a - Diaw 25p 10r 6a - Marion 19p 19r.
Ora si va nell'Arizona, prima partita domenica.
Vittoria secca per 2-0 per gli USA sul Venezuela, davanti a oltre 30.000 spettatori, nella penultima amichevole premondiale, con gol dell'attaccante hawaiano degli Houston Dynamo Brian Ching al 36' e del centrocampista dei New England Revolution, Clint Dempsey, al 69'.

26 maggio 2006
Cleveland Browns Stadium, Cleveland (OH)
USA - VENEZUELA
USA – Tim Howard, Chris Albright, Jimmy Conrad (cap.), Oguchi Oniewu, Carlos Bocanegra, Clint Dempsey, Ben Olsen (Michael Bradley, 89’), Bobby Convey (DaMarcus Beasley, 66’), Brian Ching, Eddie Johnson (Eddie Lewis, 83’) Josh Wolff (Landon Donovan, 66’)
A disp. Kasey Keller, Marcus Hahnemann, Steve Cherundolo, Eddie Pope, Pablo Mastroeni, John O’Brien, Brian McBride
CT: Bruce Arena
VENEZUELA – Javier Toyo, Oswaldo Vizcarrondo, Alejandro Cichero (Gabriel Cichero 66’), Hector Gonzalez, Jorge Rojas (Jonay Hernandez, 70’), Leonel Vielma (Edgard Jimenez, 46’),, Miguel Angel Mea Vitali (Pedro Fernandez, 46’), Ricardo Paez (Jesus Gomez, 56’), Alejandro Guerra (Jesus Gomez, 56’), Jose Torrealba (Giancarlo Maldonado, 55’), Juan Arango (cap.)
A disp. Renny Vega, Gerzon Chacon, Daniel Arismendi
CT: Richard Paez
Gol: Brian Ching (USA) 36’, Clint Dempsey (USA) 69’
Ammoniti: Ricardo Paez (VEN) 38’, Ben Olsen (USA) 38’, Carlos Bocanegra (USA) 45’, Juan Arango (VEN) 53’, Alejandro Cichero (VEN) 54’, Jesus Gomez (VEN) 57’
Espulsi: Carlos Bocanegra (USA) 82’
Arbitro: Mauricio Morales Valle (Messico)
Guardalinee: Arturo Velasquez (Messico), Ramon Muniz Lazcano (Messico)
Quarto uomo: Ricardo Salazar (USA)
Nel gennaio 1988, Timmy Smith strabiliò gli osservatori, correndo 204 yards nel Super Bowl XXII. Smith era un giovane running back dei Washington Redskins, sconosciuto alla quasi totalità degli appassionati. Pur non ricevendo il titolo di MVP, Smith disputò una partita impressionante, diventando il primo (e unico) giocatore a superare il muro delle 200 yards in un Super Bowl; dopo quella spettacolare performance, tutti avevano pronosticato per Timmy Smith un futuro da superstar. La realtà, invece, fu molto diversa: il Super Bowl XXII rimase l'unico momento felice della sua carriera; nel 1990 Smith giocò la sua ultima partita nella NFL, con la maglia dei Dallas Cowboys.
Lo scorso anno, Timmy Smith era stato arrestato per spaccio di droga. In questi giorni, a Denver, si è svolto il processo: Smith, ora 42enne, dovrà scontare due anni e mezzo di prigione.

Nella foto: Doug Williams (17) consegna a Timmy Smith (36) un pallone nel Super Bowl XXII.
Il vincitore del Preakness Stakes, Bernardini, non parteciperà al Belmont Stakes, ultima prova della Triple Crown. La Darley Stable (la scuderia cui Bernardini appartiene) ha annunciato che il cavallo ha bisogno di riposo. Quindi per la prima volta dal 2000 (quarta dal 1954), sia il vincitore del Kentucky Derby, sia il vincitore del Preakness Stakes saranno assenti al Belmont.
Tuttavia l'attenzione degli appassionati è rivolta a Barbaro: il trionfatore del Kentucky Derby ha subito un delicato intervento chirurgico all'arto fratturato. L'operazione è riuscita e le condizioni del cavallo sono sicuramente migliorate, ma i dottori non sono ancora completamente ottimisti. Ad ogni modo, tutti gli esperti hanno sottolineato la grande professionalità del fantino Edgar Prado, che potrebbe avere salvato la vita a Barbaro.