
I Cleveland Cavaliers hanno annunciato il loro nuovo general manager. Si tratta di Danny Ferry, ex stella a Duke, campione Nba con gli Spurs e autore di una lunga militanza proprio nei Cavs.
Ferry avrà il compito di sostituire Jim Paxson, recentemente liquidato dopo anni di disastri. Se è vero che ha avuto il merito, si fa per dire, di portare LeBron James ai Cavs, cosa che sarebbe riuscita a chiunque altro in quelle condizioni, è anche vero che è riuscito a distruggere con le proprie mani un consolidato programma da playoffs, oltretutto fallendo praticamente tutte le scelte in lotteria al draft.
Se Ferry avrà vita facile nel far meglio del proprio predecessore, dovrà rapidamente adattarsi alle pressioni di chi vuole i Cavs già da quest'anno ai playoffs. La sua prima missione sarà quella di convincere LeBron a rifirmare con i Cavs. Dovrà convincerlo dandogli una squadra competitiva.
Giocate nel week-end 5 partite valide per la 13ª giornata della MLS; partita di cartello Boston-New York. Di seguito risultati e commento.
New England Revolution – New York Metrostars 4-2
I Revs arrivano alla 9ª vittoria stagionale grazie ad una partita da cardiopalma, come sempre sono quelle tra Boston e New York. Non sono passati nemmeno 30 secondi quando Wells si allontana troppo dalla linea di porta e Cancela trova il pallonetto vincente superando il portiere: 1-0. Sulle ali del vantaggio Boston continua a pressare e al 4’ Dempsey colpisce l’incrocio dei pali con un tiro effettatissimo a portiere battuto, su cross di Ralston. I Metros durante il 1° tempo si fanno vedere poco dalle parti di Reis anche perché non riescono a mantenere il possesso di palla. All’11’ segna Galvan Rey ma l’arbitro annulla correttamente per fuorigioco dello stesso giocatore dei Metros. Al 12’ Cassio impegna Wells con un gran sinistro al volo, ma il portiere newyorchese si distende e devia. Al 17’ Djorkaeff avrebbe una buona occasione ma tira a lato alla sinistra di Reis. Al 33’ Guevara sulla sinistra lascia sul posto 2 difensori dei Revs ma poi spreca tutto tirando a lato. Nell’intervallo Dorman prende il posto di Cancela e Riley rileva Cassio. Al 50’ Galvan Rey con un tiro dal limite dell’area manca di poco il bersaglio, e al 60’ è Noonan ad avere una buona occasione di testa ma è bravo Wells a negargli il gol. Al 66’ entra Gaven e i MetroStars cambiano faccia: al 68’ Galvan Rey conquista un rigore, per fallo di Dorman che gli rovina addosso. Djorkaeff tira e pareggia: 1-1. Al 69’ NY va addirittura in vantaggio: Gaven crossa verso l’area piccola, Galvan Rey anticipa Heaps e al volo la mette alle spalle di Reis. 1-2. Boston non perde la testa e già al 72’ pareggia con lo stesso Heaps che raccoglie di testa un cross di Dorman e spiazza Wells: 2-2. Evidentemente i Metros entrano in crisi perché incredibilmente all’86’ Parke si distrae, permette a Ralston di rubargli il pallone in area e di appoggiare in rete con un comodo tiro ravvicinato: 3-2. E le distrazioni continuano anche oltre il 90’ quando Wells passeggia fuori dall’area e per Noonan è uno scherzo fare un pallonetto da 20 metri e sigillare la vittoria dei Revs: 4-2. Non la miglior partita dei Revs quest’anno, ma una tremenda dimostrazione che anche nei momenti difficili la squadra è compatta e consapevole dei propri mezzi; i Metrostars sofforno spesso di questi black-out mentali ma se si vuole andare lontano (leggi la Finale MLS che Lalas pretende già da quest’anno) vanno eliminati, perché la squadra c’è.
Kansas City Wizards – CD Chivas 3-0
Prima vittoria del mese di giugno per i Wizards e “casualmente” arriva contro i derelitti CD Chivas. Entrambe le squadre iniziano con decisione e la 1ª occasione da gol è dei Chivas al 7’ con una punizione battuta verso il centro dell’area, ma il colpo di testa di Sequeira si spegne tra le braccia di Oshoniyi. Al 12’ Klein ha spazio per una discesa sulla destra, ma il suo tiro è da dimenticare. La partita è aspra e combattuta e l’arbitro Hall è costretto ad ammonire spesso e volentieri. I Wizards pian piano prendono il controllo della partite attraverso la superiorità a centrocampo e Westerhof sostituisce Suarez con Gomez al 28’: apriti cielo, Suarez ricopre di insulti l’allenatore. A parte questo la partita è gradevole anche se mancano azioni di nota. Al 37’ Wolff regala un assist a Klein sulla destra; il tiro di quest’ultimo è però ben parato da Guzan. Ci prova Martins al 38’ ma anche Oshoniyi compie una splendida parata. Il 2° tempo inizia subito con il botto: al 46’ Zavagnin rimette il pallone in mezzo dopo una mischia e Victorine, in più che sospetto fuorigioco, la appoggia di testa a Conrad, che da 5 metri la mette dentro: 1-0. I Chivas tentano di raggiungere subito il pareggio; al 48’ su cross di Arias Hendrickson colpisce di testa ma la palla è di poco alta sulla traversa. I Wizards tentano di chiudere la partita: al 57’ Victorine offre un assist a Klein che tira troppo piano e Guzan può deviare. Ma al 70’ Kansas City raddoppia: Arnaud, sostituto di Wolff, riceve un passaggio di Gutierrez al limite dell’area, finta il tiro e salta Begines, si aggiusta la palla sul sinistro e con un tiro angolatissimo manda la palla nell’angolino dove Guzan non può arrivare. 2-0. Poi all’85’ Victorine arriva completamente smarcato fino al dischetto del rigore, riceve da Klein e di testa fa ancora secco Guzan: 3-0. Kansas City conquista 3 punti importanti, ma per tutto il 1° tempo la partita è stata in equilibrio: c’è da lavorare molto in fase difensiva soprattutto sui cambi di marcatura; per i Chivas ci sembra che la punizione sia troppo dura, ma è preoccupante che gli uomini si lascino andare così: urge una cura ricostituente del morale, davvero sotto i tacchetti…
Colorado Rapids – FC Dallas 1-3
Partita dalle 2 facce: sono stati i Rapids ad avere le migliori e le più numerose occasioni, ma è Dallas a portare a casa i 3 punti e a raggiungere per 1ª le 10 vittorie stagionali. È Dallas ad andare in vantaggio al 13’: Petke spazza l’area ma la palla gli finisce sul braccio e si trasforma in un assist per Pitchkolan, che tira di 1ª intenzione e Cannon è sorpreso: 0-1. Al 15’ Peguero batte un angolo e Nkong smarcato colpisce di testa ma la palla è alta. Al 17’ Cunningham si porta a spasso 3 difensori di Dallas e poi serve Peguero, ma il tiro di quest’ultimo finisce fuori con Garlick ormai battuto. Dallas mantiene il possesso-palla ma non ne trae vantaggi. Al 26’ Cunningham crossa dalla linea di fondo, Valakari a momenti fa autogol ma Garlick riesce a salvare. Ma al 30’ Denver pareggia: Nkong passa a Peguero sulla fascia destra, da qui parte subito un cross per Cunningham, il cui tiro basso colpisce entrambi i pali, ma arriva Gonzalez e riesce a spingerla in rete. 1-1. Al 34’ Denton su punizione da 30 metri fa la barba alla traversa con Garlick ancora battuto. Al 35’ Alvarez crossa dal fondo per Rhine ma Borchers interviene in anticipo e spazza l’area. Al 38’ Cunningham detta il passaggio da Gonzalez, ma mentre si prepara per tirare Goodson gli porta via il pallone all’ultimo momento. Al 41’ Borchers respinge di testa ma la palla arriva a Mina che tira alto da 10 metri. Nella ripresa la musica non cambia e al 53’ Denton prova un lungo passaggio per Beckerman al limite dell’area: il tiro però è centrale e Garlick devia in angolo. Al 57’ O'Brien prova da lontano ma Cannon blocca in sicurezza. Al 64’ Cunningham riceve da Peguero appena oltre la linea mediana e parte in velocità bruciando la difesa di Dallas ma il suo tiro si spegne sul fondo. Al 72’ Mina raccoglie un cross di Gbandi e di testa colpisce la traversa. All’81’ O'Brien prende palla a centrocampo, ma il suo tiro dal limite finisce ben lontano dalla porta di Cannon. All’85’ Pitchkolan fa velo su cross di O'Brien a favore dell’accorrente Rhine; il suo tiro è deviato da Beckerman e inganna Cannon: 1-2. I Rapids provano a cercare il pareggio ma all’88’ Thompson fa fuori Petke in dribbling e si trova da solo davanti a Cannon; il tiro è a colpo sicuro: 1-3. Complimenti a Dallas per il cinismo nel trovare la vittoria, ma il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio, che sarebbe andato comunque stretto ai Rapids. Stavolta possiamo parlare di pura sfortuna.
San José Earthquakes – Los Angeles Galaxy 3-0
Landon Donovan torna da “nemico” nello stadio che era suo, ma non riesce ad evitare una sconfitta molto pesante. Ma L.A. lamenta l’infortunio a Vagenas al quadricipite durante il riscaldamento. Viene rimpiazzato da Da Conceição, ma non è la stessa cosa. I Quakes già al 3’ fanno vedere di essere in palla quando Clark prova il tiro da 30 metri e Hartman si deve superare per deviare in angolo. L.A. risponde immediatamente con Donovan che pesca Da Conceição sulla fascia destra ma il cross del brasiliano viene messo fuori area da Califf. Il 1° tempo però si trasforma subito in una battaglia a centrocampo che produce poche occasioni da rete. Al 18’ Chung crossa lungo per Davis sul lato sinistro dell’area, Hartman gli esce incontro e lo stende ma l’arbitro Marrufo ammonisce Davis per simulazione. Comunque i Quakes hanno il controllo della partita e al 34’ Davis pesca Chung con un lungo passaggio dalla destra ma il tiro di Chung è parato da Hartman. Al 37’ Quakes in vantaggio: Davis mette una palla filtrante per Cerritos sulla destra dell’area, Cerritos crossa e Moreno in scivolata porta in vantaggio San José: 1-0. Al 42’ Chung raccoglie palla sulla sinistra e batte Umaña sullo scatto ma il tiro è respinto dal palo. Si vedono finalmente anche i Galaxy al 45’ con Donovan che mette Ramirez davanti a Onstad ma Robinson riesce a levargli il pallone in scivolata. San José inizia la ripresa con il piede sull’acceleratore e al 47’ Clark ci prova ancora dalla lunga distanza, ma Hartman respinge. I Galaxy vanno vicini al pareggio al 55’: un angolo di Donovan viene indirizzato verso la porta da Umaña e Kirovski riesce a tirare 2 volte e 1 volta tira Dunivant ma Onstad riesce sempre a respingere. L.A. prova a mantenere la pressione e al 57’ Donovan scappa sulla fascia destra, ma Davis recupera e gli tocca il pallone in fallo laterale. Ma al 65’ Chung serve un assist a Cerritos ma Umaña tocca il pallone all’indietro sull’uscita di Hartman: 2-0. Poi al 68’ Marshall tentando di deviare in angolo un innocuo pallone lo mette ancora alle spalle di Hartman: 3-0. L.A. non si arrende e Donovan prova a impegnare Onstad su punizione al 70’, ma San José non si fa sorprendere e porta a casa la vittoria. Piuttosto sfortunati i Galaxy sui 2 autogol, ma non hanno molto da recriminare: quella che sembrava uno squadrone in casa propria è un’armata Brancaleone lontano dall’Home Depot Center; sogni di gloria addio? San José invece si rimette in carreggiata, ma gli automatismi ancora non funzionano come dovrebbero…
Chicago Fire – Real Salt Lake 3-1
I Fire per avere ragione di RSL devono superare un Countess in giornata di grazia; Chicago non perde tempo e chiarisce subito le sue intenzioni per questa gara: possesso-palla e pressione instancabile. Al 5’ Mapp opera un cross dalla sinistra per Jaqua, il cui colpo di testa è parato da Countess. Al 10’ Kreis su angolo manca la deviazione vincente. Al 15’ ancora Jaqua riesce a tirare in girata su cross di Rolfe ma Countess in uscita riesce a deviare con la punta delle dita. Al 27’ Countess diventa stellare: Rolfe prende palla sul vertice destro dell’area di RSL e e la passa ad Armas smarcato di fronte al portiere; il suo tiro fa gridare al gol tutto lo stadio ma Countess non si sa come riesce a deviare ancora. Nella ripresa i Fire continuano a cercare il vantaggio e al 53’ lo trovano: Curtin passa a Rolfe che scende sulla destra e in prossimità dell’area mette un cross basso su cui Jaqua fa velo per Thiago: il brasiliano stoppa e di destro batte l’incolpevole Countess: 1-0. Ma RSL riesce a raggiungere il pareggio quasi subito, al 62’: Williams viene atterrato nei pressi dell’arco dell’area, e sulla punizione Kreis trova un pertugio nella barriera dei Fire, battendo Thornton visibilmente in ritardo: 1-1. Ma i Fire ripartono alla ricerca del vantaggio, e già al 69’ tornano avanti: Curtin serve una palla lunga che Jaqua appoggia di testa a Rolfe fra i difensori di RSL fermi come statue. Rolfe prende palla e dribbla Knowles, poi incrocia il tiro e batte Countess: 2-1. Da qui in poi non succede più nulla fino all’88’: Herron riceve una palla filtrante da Guerrero, dribbla Countess con 2 finte e appoggia nella rete sguarnita: 3-1. Vittoria meritata per i Fire, che l’hanno cercata in tutte le maniere, e avrebbe potuto essere anche più larga con un diverso portiere; per RSL non è il caso di fare drammi ma in attacco bisogna essere più propositivi, e in difesa meno distratti…
alla prossima!!
blackiesan74
Detroit Lions
R.W. McQuarters ha scelto Detroit come sua prossima destinazione firmando un contratto di un anno. McQuarters aveva fatto visita a diverse squadre dopo essere stato rilasciato dai Bears, ed era stato vicino a firmare con i Redskins.
Jacksonville Jaguars
Fred Taylor ha rivelato che l'infortunio al ginocchio sinistro patito la scorsa stagione sarebbe più grave di quanto egli stesso e lo staff della squadra sapessero.
Questa è stata la dichiarazione fatta dal giocatore in un'intervista radiofonica rilasciata mentre sta ancora lavorando duramente sulla riabilitazione dell'arto; Taylor ha detto di aver saputo al tempo dell'intervento che l'infortunio aveva un certo tipo di gravità, che si è rivelato più pesante del previsto e mentre tutti i media avevano riportato che l'intevento sarebbe stato eseguito in artroscopia, così non è stato ed i Jaguars non hanno mai sostenuto il contrario.
Ad ogni modo si prevede che Taylor sarà pronto per l'inizio della regular season, contrariamente alle voci che riportavano che il running back dovesse saltare l'intera prossima stagione.
Tampa Bay Buccaneers
Todd Steussie è stato lasciato a casa dal mini-camp di tre giorni che inizierà domani per i giocatori dei Buccaneers.
Dopo una carriera che lo ha visto due volte al Pro Bowl, il 34enne offensive lineman è partito titolare solo 5 volte nel 2004 perdendo il posto a favore di Kenyatta Walker, per cui è ipotizzabile a breve il rilascio del giocatore da parte di Tampa.
Tennessee Titans
Il punter Craig Hentrich è stato operato di appendicite d'urgenza. L'operazione ha avuto luogo mercoledì sera e non sono stati riscontrati problemi od infezioni ed il giocatore dovrebbe tornare ad allenarsi nelle prossime tre settimane. Hentrich aveva già affrontato un'operazione nella offseason avendo subìto un intervento chirurgico per dei dolori al collo.
Washington Redskins
La situazione di Sean Taylor si fa sempre più complicata: la safety, dopo l'episodio che lo ha visto coinvolto in accuse per aggressione per avere puntato un'arma addosso ad una persona, sta aspettando il processo che si terrà il prossimo 12 settembre e se incriminato potrebbe passare 3 anni in prigione.
Il primo giugno, Taylor si trovava in un gruppo di persone armate che avrebbe iniziato una discussione animata su un veicolo che il giocatore riteneva gli fosse stato sottratto.
Il 12 settembre, data dell'udienza, i Redskins avranno già giocato la partita di apertura del campionato.
Washington ha aggiunto alla propria batteria di defensive backs Artrell Hawkins. Il giocatore, tagliato dai Carolina Panthers per fare spazio nel salary cap ancora a marzo, aveva in precedenza giocato per i Bengals per 6 stagioni ed ha giocato 102 partite da professionista.
Con il draft NBA alle porte prendono sempre più corpo diversi rumors di mercato che coinvolgono scelte, ma anche scenari futuri che potrebbero mutare proprio di conseguenza.
La voce più interessante vorrebbe i Raptors decisi a portare in Canada il pivot Jamaal Magloire offrendo in cambio la scelta n. 7 e la n. 16 del draft. Così gli Hornets, che già hanno la n. 4, si troverebbero con tre scelte al primo giro e la possibilità di ricostruire la squadra. In tal caso sicuro l'arrivo di un licelae tipo Green o Webster ed un play (Williams o Felton).
Sempre in tema di draft anche i Trail Blazers pare si staino guardando attorno per cercare di dare via il pick n. 3. In Oregon sono ormai certi che Marvin Williams andrà via alla n. 2 e nonvolendo puntare su altri elementi stanno offrendo in giro la scelta più Ruben Patterson per un giocatore utile da subito.
Discorso simile per i Grizzlies che, avendo già un roster pieno e poco spazio nel cap, stanno cercando di disfarsi della n. 19 per scelte future. In caso contrario si sceglierà un europeo sperando rimanga a maturare.
Tra i giocatori più caldi del mercato c'è Antoine Walker. Se in un primo tempo pareva certo rimanesse a Boston ora si fanno largo diverse voci che lo vorrebbero sulla west coast. In pole ci sono Sacramento e L.A. Lakers (che trattano anche Bender dei Pacers).
Infine, dopo aver vinto il terzo titolo, a San Antonio si lavora per il futuro. In quest'ottica appare certo l'arrivo, in estate, dell'argentino Scola che il prossimo anno farà parte degli Spurs. Difficile quindi che in Texas arrivi un lungo dal draft.
Da tempo veniva indicata come la sfida più interessante del 2005 e di fronte al tutto esaurito della Boardwalk Hall di Atlantic City l'idolo di casa Arturo Gatti, nato in Canada con un DNA decisamente italiano ma da tempo residente nel New Jersey, non è riuscito neanche ad affrontare la seconda metà dell'incontro che lo vedeva opposto all'imbattuto Floyd Mayweather Jr.
Mayweather durante tutta la preparazione al match, valido per il titolo mondiale dei welter junior per la WBC, aveva volutamente sottovalutato il campione in carica, Arturo Gatti, definendolo un pugile di terza categoria che avrebbe battuto in 6 riprese. Il suo essere spavaldo a parole ha trovato conferma anche tra le corde del ring di Atlantic City. Impressionante infatti il numero di colpi messi a segno dallo sfidante, ventotto anni originario del Michigan, che con tremende combinazioni ha sovrastato un Gatti apparso lento e non in grandi condizioni di forma.
Gatti che grazie al suo modo di combattere, tipico dell'italian stallion, e soprattutto per le sue cadute e successive rinascite è uno dei pugili più amati nel panorama della boxe mondiale, non è stato in grado di vincere neanche uno dei sei rounds ed al termine del sesto il suo allenatore, Buddy McGirt, di fronte ad un pugile in netta difficoltà, gli ha detto che stava per fermare tutto dato che i suoi occhi ormai si stavano chiudendo. Poche le proteste dello stesso Gatti che ha dovuto accettare la sua impossibilità di riuscire a ribaltare un match che era definitivamente nelle mani di Mayweather.
L'incontro era iniziato con uno scambio di colpi contestato alla fine del primo round, culminato in un gancio sinistro messo a segno da Mayweather mentre Gatti, con la guardia abbassata, stava lamentandosi con l'arbitro Earl Morton costretto quindi a contare il campione che aveva subito duramente il pugno. Nelle riprese seguenti Mayweather ha continuato a costruire la sua vittoria e Gatti solo nella quarta ripresa ha cercato di forzare per mettere a segno qualche colpo pesante ma l'agilità dello sfidante e la sua grande velocità non glielo hanno permesso. Durissimo per il pugile di origini italiane il sesto round con una serie di forti colpi messi a segno da Mayweather che hanno portato Buddy McGirt a prendere la decisione della resa finale.
Mayweather con questa vittoria giunge al terzo titolo mondiale conquistato in differenti categorie; è stato infatti campione anche nei superpiuma e tra i pesi leggeri. Il suo record è di 34 vittorie, 23 per K.O. e nessuna sconfitta.
Gatti che era al suo match numero 46 ha all'attivo 39 vittorie, 30 prima del limite, e sette sconfitte.
Interessanti scenari si prospettano adesso per il campione del mondo con la possibilità di grandi sfide come quella eventuale con il picchiatore inglese Ricky Hatton o contro il portoricano Miguel Cotto.
Varie news si accavallano in questi giorni dalla NBA: terminato il campionato, ora gli argomenti sono draft e free agency.
A proposito di free agency, Lebron James ha fatto sapere che gradirebbe essere al corrente degli obiettivi della franchigia sul mercato: pollice su in particolare per almeno uno fra Joe Johnson, Michael Redd, Ray Allen, Larry Hughes e Eddy Curry. Anche Ilgauskas è F.A., ma per che James se ne sia dimenticato...
Fred Hoiberg, detto "Il Sindaco", si sottoporrà questa estate ad una delicata operazione al cuore, per prevenire problemi all'aorta. I medici sostengono comunque che potrà tornare a giocare, dopo la convalescenza.
La trade che dovrebbe portare Quentin Richardson nella Grande Mela in cambio di Kurt Thomas non è ancora ufficiale, perchè NY aspetta delucidazioni circa l'infortunio patito da QRich nel corso della serie con San Antonio...
Shawn Bradley si ritira: lascia così a 32 anni uno dei giocatori più atipici, uno dei grandi talenti inespressi della Lega. Dallas dovrebbe transare il suo contratto e vede abbassarsi la propria esposizione oltre il salary cap.
Il Real Madrid effettuerà una tournée negli USA a Luglio; previste gare contro i L.A. Galaxy e i CD Guadalajara (Mexico). Lo ha rivelato Emilio Butragueño, vicepresidente e direttore sportivo del club madrileno, in una conferenza stampa in compagnia di Don Garber (commissioner MLS) e rappresentanti dei Chicago Fire e dei L.A. Galaxy. “È molto importante per noi – ha detto Butragueño – andare negli USA, la MLS sta facendo un grande lavoro per il futuro del calcio in America. Le nostre relazioni con la Lega sono ottime. Siamo convinti che questo tour avrà un grande successo”. Da parte sua Garber ha affermato: “Vediamo questa come un’occasione storica per noi: una delle migliori squadre e società del mondo intero contro due delle migliori squadre di questa regione (il Nord-America, Nda). Il nostro intento è far crescere il calcio nella sua interezza, non solo per la nostra lega e le nostre squadre, ma creando rapporti con la comunità internazionale e continuando a educare, informare e divertire”. Il Real Madrid sarà a Chicago il 16 luglio, per assistere alla partita Fire-Crew e affrontare nella stessa sede i CD Guadalajara, squadra messicana appartenente a Jorge Vergara, proprietario anche dei CD Chivas USA. Quindi gli spagnoli si trasferiranno in California per giocare (il 18 o il 19 luglio) contro i Galaxy, di fronte a 27.000 persone, quante ne può contenere l’Home Depot Center, lo stadio dei Galaxy; “Guardiamo con molto interesse alla possibilità di misurarci con una delle squadre migliori del mondo, – ha detto Doug Hamilton, presidente e GM dei Galaxy – tutta la California del Sud aspetta questa partita”. Butragueño ha anche assicurato che tutte le stelle dei Galácticos saranno presenti, dovremmo (il condizionale è d’obbligo, in questi casi…) quindi vedere all’opera Beckham, Ronaldo, Roberto Carlos, Figo, Zidane, Raul e Owen: “Tutte le nostre stelle saranno presenti, il Real Madrid vuole offrire un grande spettacolo e giocare una grande partita, per soddisfare le aspettative dei tanti tifosi americani”. Contemporaneamente anche il Chelsea e il Milan hanno annunciato una tournèe negli States; le due squadre si affronteranno il 24 luglio al Gillette Stadium di Boston, poi il Milan giocherà il 27 al Soldier Field di Chicago contro i Fire, invece il Chelsea affronterà i D.C. United il 28 luglio al FedEx Field di Washington. Infine le due squadre europee si incontreranno nuovamente il 31 luglio al Giants Stadium di New York. La MLS si sta sviluppando e ha imboccato la strada giusta…
alla prossima!!
blackiesan74
Nella notte del 22 giugno sono stati giocati 3 anticipi della 13ª giornata della MLS 2005. Di seguito risultati e commento.
Real Salt Lake – Los Angeles Galaxy 1-1
I Galaxy e RSL si dividono la posta in una partita non molto spettacolare che lascia invariate le situazioni per entrambe le squadre; i RSL non vincono da 6 turni (anche se interrompono una serie di 5 sconfitte consecutive), i Galaxy non riescono a vincere una partita in trasferta dallo scorso luglio! I verdeoro iniziano in maniera veemente e dopo un paio di penetrazioni di Donovan passano in vantaggio al 17’: Vagenas ruba palla sulla propria ¾ e lancia lungo per Da Conceição che brucia la difesa di RSL e batte Countess sul 1° palo. 0-1. Il gol galvanizza i Galaxy che mantengono il controllo del gioco. Ma non ci sono chiare occasioni da gol e questo lascia a RSL il tempo di riorganizzarsi, e al 33’ Trembly serve una palla filtrante a Williams, che chiama all’uscita Hartman, il quale però riesce a mettere le mani sul pallone e a deviare in angolo. La ripresa inizia con RSL più grintosa e già al 56’ i ragazzi delle Montagne Rocciose riescono a trovare il pareggio: Williams riceve palla al limite dell’area, sta per tirare ma vede Watson arrivare di gran carriera e lo serve, per una sassata che Hartman non vede nemmeno: 1-1. Nell’ultima mezz’ora entrambe le squadre hanno un’occasione per conquistare i 3 punti: al 76’ Dunivant serve Da Conceição in area piccola, ma il brasiliano non trova il pallone; all’87’ Fitzpatrick tira dal dischetto del rigore ma Hartman salva la sua porta. Partita che conferma come L.A., lontano dalle mura amiche, sia una squadra normale e non la corazzata che sembrava essere qualche settimana fa: ma se non vinci mai in trasferta non hai molte possibilità, anche in ottica play-off. Per RSL una buona prova, più di carattere che sotto il profilo del gioco, ma ci sono miglioramenti.
FC Dallas – CD Chivas 2-1
Partita combattuta tra la testa e la coda della Western Conference, ma oggi la differenza di 24 punti tra le 2 squadre non si è sentita. Inizia forte Dallas, con le sortite di Mina e Alvarez che tengono in costante apprensione la difesa dei Chivas, Pareja serve assist a tutto spiano e Wagenfuhr fa il pendolino sulla fascia destra. Al 18’ Dallas va in vantaggio: Pareja serve un assist per Mina, che dribbla Guzan e mette in rete: 1-0. Dallas mantiene l’iniziativa costante ma si blocca all’altezza dei 16 metri, così nella ripresa i Chivas sono molto più galvanizzati e mettono alle corde Dallas fin da subito; al 48’ Cuadros serve Taylor dalla parte opposta dell’area di rigore; Taylor al volo riesce a sorprendere Garlick. 1-1. Il momento è dei Chivas, che infatti al 51’ sprecano un’occasione d’oro: Taylor riesce a colpire di testa su cross di Martins, ma la palla è appena fuori. Al 72’ Martinez batte Vanney sulla fascia e tira ma la palla viene ribattuta dalla schiena di Garlick. Poi Mina è costretto ad uscire per un fallo di Sequeira e al suo posto entra il rookie Abe Thompson, che all’81’ batte Guzan con un colpo di testa su angolo di Wagenfuhr: 2-1. I Chivas si buttano a corpo morto alla ricerca del pareggio, anche portando avanti Guzan sui corner, ma il punteggio non cambia più. Dallas ha condotto il 1° tempo da grande team, e ha offerto 45’ di gran livello; ma c’è da sottolineare come sotto Westerhof i Chivas non siano più la squadra arrendevole e svogliata di prima e l’hanno dimostrato con un 2° tempo assolutamente di prim’ordine. Alla fine la vittoria è andata a Dallas, ma se fosse accaduto il contrario nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.
Columbus Crew – New England Revolution 1-3
I Revs tornano alla vittoria, in apparenza facile contro i Crew. In realtà per quasi tutto il 1° tempo è Columbus ad avere il pallino del gioco in mano, tanto che al 4’ va in vantaggio: Glen insegue un pallone deviato e riesce a crossare verso il centro dell’area; Elliott tira debolmente di sinistro, ma il pallone finisce a Buddle che si gira e riesce a battere Reis. 1-0. I Crew potrebbero addirittura raddoppiare al 12’ quando Glen riesce a mettere Rodriguez davanti alla porta sguarnita, ma il centravanti guatemalteco tira troppo piano e Franchino salva la sua porta. Al 16’ ancora Glen crossa per Buddle, ma il suo colpo di testa è fuori di poco. Al 20’ si vede anche Boston, con Dempsey che però tira debolmente e Gaudette può salvare facilmente. Ma i Revs pareggiano al 24’: Ralston crossa per Noonan che di testa serve Dempsey, il quale dalla linea di fondo opera un cross basso sul quale Noonan si fa trovare pronto al tap-in: 1-1. Al 40’ i Crew potrebbero tornare in vantaggio, ma il tiro di Buddle, superato Reis, trova l’opposizione sulla linea di Franchino. “Gol sbagliato, gol subito”; sarà un luogo comune ma eccolo puntualmente servito al 44’: Cancela batte un corner sul quale Dempsey si avventa battendo in velocità Herdsman e di testa batte Gaudette. 1-2. All’inizio della ripresa i Crew tentano di raggiungere il pareggio ma il loro sforzo si concretizza unicamente in una serie di calci d’angolo senza esito. Invece Boston non spreca i suoi corner: al 68’ Dorman ne batte uno ancora per Dempsey che la appoggia indietro per Noonan, il quale se la aggiusta e poi batte ancora Gaudette con un rasoterra insidioso. 1-3. A questo punto Columbus si arrende e così Boston torna alla vittoria dopo la sconfitta di sabato scorso, proiettandosi in testa alla Eastern Conference e sapendo di aver ritrovato le 2 stelle della squadra tornati in forma; per Columbus invece, punita anche al di là dei propri demeriti, c’è da ridisegnare totalmente l’organizzazione difensiva, soprattutto sulle palle da fermo.
alla prossima!!
blackiesan74
A poche ore (?) dall'annuncio del nuovo contratto collettivo che metterà fine ufficialmente al lock out, qualche critica su come sia stata condotta la trattativa si leva dal fronte giocatori. Dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa di Jaromir Jagr, che parlava senza mezzi termini di sconfitta della NHLPA (il sindacato giocatori)- "Non ci aspettavamo che i proprietari tenessero duro come hanno fatto - ha detto -Abbiamo preso un rischio e abbiamo perso" - oggi arriva un'altra picconata nientemeno che da Mario Lemieux. Il giocatore-proprietario dei Penguins ha dichiarato che i giocatori stanno per accettare un accordo salariale molto peggiore di quello offerto (e rifiutato) dai proprietari a febbraio. " A febbraio - ha detto SuperMario - il tetto salariale offerto era di 42,5 milioni di dollari, adesso sembra che sarà di molto inferiore."
Gli eroici Pistons di questa primavera non ce l’hanno fatta, e dopo aver quasi rimesso in sesto la serie con la vittoria di gara6, hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte agli Spurs forse meno energici, ma più lucidi nei momenti chiave in cui si è decisa la gara.
Partita tirata dove ovviamente le percentuali al tiro risentono della pressione sull’evento. La gara vive sostanzialmente di attesa fino al quarto periodo dove i giochi sono presi in mano da San Antonio, il finale è consigliato ai robusti di cuore.
Si entra nell’ultimo minuto sul 73-68 dopo che Duncan fa 1/2 dalla lunetta, Larry Brown chiama un gioco per portare Billups al tiro da tre, ma Bowen lo stoppa in quella che risulterà la giocata chiave della gara, San Antonio va in attacco e Ginobili segna in penetrazione il canestro che i Pistons gli hanno negato per tutta la serie, facendolo sembrare la cosa più semplice del mondo, ma non è finità sul ribaltamento Rasheed Wallace segna da 3 riportando a 35 secondi dalla fine i Pistons a -4. Scatta il fallo Ginobili fa 2/2 dalla lunetta e chiude di fatto la gara, ci riprova Rasheed ma sbaglia, fallo su Horry che anche lui fa 2/2 dalla lunetta, mancano 16 secondi e sembra finita, ma Hamilton segna in penetrazione subendo fallo e i Pistons si riportano a -5. Fallo su Ginobili che con il 2/2 dalla lunetta chiude il discorso. Quando il tiro di Prince si stampa sul ferro allo scadere del tempo, l’SBC Center scoppia.
Il dopo gara è lo specchio di questi Spurs, un uomo dal sangue caldo come Ginobili fa esplodere tutta la sua gioa, mettendo in evidenza tutto il suo carattere latino, Tim Duncan è impassibile come sempre, come potrebbe essere dopo una vittoria in preseason, mentre Popovich abbraccia l’amico di sempre Larry Brown.
Quando Stern chiama i vincitori per la consegna dei trofei Tim Duncan viene nominato per la terza volta nella sua carriera MVP delle Finali.