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Categorie: Andrea Martella - Live from Blackburn
Autore: Andrea Martella
Published on 20.02.09

Sono le 9 pm del primo gennaio di questo nuovo 2009, o dovrei dire piuttosto le 8, visto che qui vale il GMT (Greenwich Mean Time) ; dopo uno sbarco senza danni apparenti, se non quelli provocati dall’ancora troppo vicino Capodanno (leggi simpatico cerchietto alla testa tipo aureola), eccomi a bordo di una utilitaria Renault con posto di guida....dall’altra parte !!!

Giusto il tempo di studiarne le dotazioni (cambio sulla sinistra, in cui le marce si ingranano a partire da sinistra, con la prima quindi più lontana da chi guida e però pedaliera disposta come nelle vetture italiane, cioè partendo da destra, con acceleratore, freno, frizione) e qualche minuto per realizzare che si, ce la posso fare a pilotare questa vettura attraverso la giungla di rotonde (roundabouts) del sistema stradale britannico, tutte rigorosamente da prendere in senso orario !!!

Le segnalazioni stradali, chiarissime, complete e numerose, mi suggeriscono di lasciarmi alle spalle il Manchester International Airport e dirigermi sulla M60 (un’autostrada o meglio motorway, che gira attorno a Manchester) e poi a nord lungo la M65 per altre 30 miglia circa verso Blackburn, che da questo momento diviene la mia nuova città, per non so quanto tempo.

In attesa di trovare permanente sistemazione in una casa in affitto, pernotto per qualche giorno in un simpatico ed accogliente bed and breakfast e faccio subito una scoperta importante : qui la gente e’ gentilissima ed educatissima, sempre pronta ad aiutarti, per una indicazione stradale come per suggerimenti su dove parcheggiare, dove andare a fare compere e via dicendo. Un patrimonio non da poco per chi deve inserirsi in un nuovo ambiente come me... .

I primi giorni che trascorro in terra d’Albione sono tutti lavoro e commissioni : ah già non ve l’ho ancora detto : non sono qui in vacanza ma per lavoro, assunto in qualità di specialista psichiatra forense da un NHS Trust (società finanziaria che opera per conto del servizio sanitario nazionale offrendo assistenza, psichiatrica nel mio caso : un po’ come in Italia, solo che qui il sistema funziona e la qualità del servizio è divenuta dopo anni generalmente eccellente in tutti i campi medici, sia in termini di prestazioni che di attese, ridotte al minimo).

Lavoro in un ospedale psichiatrico della zona, che, si occupa di riabilitare sia in termini psichiatrici generali che soprattutto nell’ambito delle disabilità dell’apprendimento, pazienti che ci vengono inviati da medici privati (general pratictioners o GP), altri ospedali e prigioni, visto che abbiamo alcune unità di massima sicurezza dove ospitiamo e curiamo persone che hanno pendenze anche gravi con la giustizia.

Siccome il discorso si fa complicato, poco interessante e di sicuro pesante per i più, cambiamo rotta ; se però qualcuno è interessato o curioso mi scriva pure e ne parleremo.

In buona sostanza sono uno strizzacervelli, più pazzo dei pazzi che curo, secondo il luogo comune , però non è così, ve lo assicuro. D’altronde quale pazzo ammette di esserlo?

Tre sono le cose che mi hanno colpito in questo primo mese e mezzo di lavoro e vita inglese :

La prima è che questa gente, in perfetto stile anglosassone (mi risulta che gli americani facciano lo stesso) , fa un uso smodato degli acronimi !
Qui si abbrevia tutto, del resto W.C. è una loro creazione invece dell’elegante francesismo “toilette” o del nostro più prosaico “gabinetto” o “cesso”.

Uno dei primi giorni di lavoro mi capita sotto mano il diario giornaliero dei miei impegni che recitava grossomodo così per la mattinata :

8.30 E.P.R. TRAINING
9.30 W.R. 1CN
11.00 117 MEETING
11.30 C.P.D.
12.30 LUNCHTIME

Inutile dire che l’unica cosa che sono riuscito a cogliere al volo è che a mezzogiorno e mezzo un pasto avrebbe messo fine a questo delirio di acronimi !

La seconda è che la fama degli inglesi in quanto a stile e pomposità in ogni cosa che fanno non è affatto abusata !

Riescono a trasformare in un avvenimento anche un semplice meeting tra colleghi per decidere gli orari della settimana successiva, che intanto viene reso noto 4 giorni prima se non una settimana, in cui un ricco buffet è sempre pronto ad accogliere i convenuti se il meeting è fissato negli orari canonici per i pasti e per ciascuno ci sono sempre una valanga di fogli contenenti ordini del giorno dettagliatissimi ed aggiornatissimi.
Da quel che posso vedere, il Regno Unito deve essere il primo consumatore al mondo di carta e la passione per il cartaceo rasenta l’ossessività.

La terza è l’assoluto rispetto della privacy altrui ; mai un rumore quando non è ora di farne, i ragazzini e i bambini se gridano o piangono lo fanno col silenziatore e così lavorano gli elettrodomestici nelle case: perfino in strada suonare il clacson è indice di grande maleducazione da queste parti.

Non a Londra, dove, essendoci stato, ho potuto notare che la chiassosità è più o meno quello di una città italiana, ma forse è colpa della marea di turisti che la affollano, molti dei quali nostri compatrioti...chissà ... .

Quel che conta più conta è, come immaginerete certo, il fatto di trovarmi molto bene in questo contesto lavorativo .

Unica difficoltà finora incontrata è stato l’approccio con la lingua, che poco ha a che fare con l’inglese oxfordiano appreso ed approfondito nei vari centri linguistici che ho frequentato in Italia,sostenendo e superando i diversi esami ; questo vale sia per la pronuncia, che cambia sensibilmente, quanto per la velocità della parlata, che non ammette pause, neppure per respirare, però dopo il primo mese di sofferenza mi sto abituando a capirli e sto velocizzando la mia parlata.

E Blackburn?
Blackburn e’ una cittadina industriale relativamente piccola (poco piu’ di centomila abitanti, molti dei quali immigrati indo-pachistani, mediorientali e caraibici), non ricca, anzi direi francamente proletaria di base, che però è ben organizzata riguardo ai servizi forniti al cittadino (strade ben tenute, supermarkets e negozi numerosi e con un buon rapporto qualità/prezzo, numerosi e simpatici fast-foods, molti dei quali su base etnica, dove potete gustare, oltre al solito panino (meglio da Burger King e Mc Donald), anche sui vari tipi di kebab, pizza, pollo fritto (KFC e SFC le migliori catene che lo prepara e lo smercia) ed il tradizionale, britannicissimo “fish and chips” .

Inutile dire che non bisogna abusare di questi cibi, perché mangiando sempre così, dopo neppure una settimana il vostro fegato potrebbe mostrarsi alquanto risentito nei vostri confronti, avendone tutte le ragioni.

Purtroppo in città i luoghi dove trascorrere il proprio tempo libero non sono numerosissimi : un cinema multisala, uno stadio del ghiaccio,lo stadio per il football, dove giocano le partite interne i Rovers, alquanto malmessi in classifica di questi tempi (se mi sentono i tifosi...), un paio di Leisure Sport Centers , che sono strutture sportive dove, dietro lauta contribuzione monetaria, si può nuotare e dove si pratica, sempre in cambio di diverse fruscianti banconote della Regina Elisabetta, quasi ogni tipo di sport indoor : volley, calcetto, tennis, arti marziali, tennistavolo, badminton … indovinate cosa manca?

Bravi, avete indovinato ! a basket si gioca solo nell’ambito di tornei a squadre locali che però vengono organizzati ogni morte di papa perché al pubblico non interessano, mentre settimanali sono quelli di badminton e darts (freccette) : BARBARI !!!

Certo ci sono sempre i caratteristici pubs, ed un paio di essi sono carini e piacevoli ; vi potete trascorrere una bella serata chiacchierando con amici o amiche (vedi dopo), giocando a freccette o biliardo (che qui ha una popolarissima variante chiamata snooker, ma trovate anche il consueto tavolo con buche dove giocare a piene e vuote; più improbabile una partita goriziana.

Le aree verdi, contrariamente a molte città inglesi, non sono tantissimi e comunque tutte attrezzate per la corsa campestre, il calcio, il rugby ed il cricket. La presenza di spazi destinati al “nostro” sport continua a latitare... .

Riguardo alla presenza femminile in queste lande dico solo che vige l’armonia degli opposti...: le ragazze sono o molto carine (sia inglesi che mulatte o di colore e qualche asiatica) o molto, molto brutte ; chi desiderasse maggiori delucidazioni in proposito può scrivermi e riceverà pronta e minuziosa risposta.

Nella zona Blackburn non gode fama di bella città e non mi sento di contraddire questo luogo comune, anche perché ad un praticante del “playground” come sono io, manca qui un elemento essenziale : un canestro e uno spazio dove giocare : diciamo che se nel Regno Unito è mai partita una campagna del tipo “ un canestro in ogni piazza”, qui a Blackburn non è mai arrivata.

Basket a parte (ma ci torniamo su tra un momento), fortuna vuole che i dintorni siano davvero fantastici : la campagna inglese e’ davvero bella e lungo la Ribble Valley ci sono un paio di posticini, come Stonyhurst e Clitheroe, quest’ultima peraltro meta turistica rinomata nel Paese, a quanto mi e’ dato capire, davvero incantevoli : e poi Manchester non e’ cosi’ lontana e neppure Liverpool, da cui tra l’altro partono i traghetti per Cork, Belfast e Dublino, città, questa si, tutta da visitare e di cui prima o poi vi parlerò.
Per Edimburgo e Londra invece bisogna viaggiare molto più a lungo.

Ma anche in zona, e precisamente 8 miglia ad ovest di Blackburn, si può trovare una cittadina più vivace e mondana, Preston il suo nome, ben attrezzata per il tempo libero ed in cui abbondano aree verdi, Golf Clubs (che cito perche la pratica golfistica fa molto "cool", non per personale interesse in essa) e Centri per la pratica sportiva indoor, tutti rigorosamente a pagamento e anche piuttosto cari, come già detto.

Qui a Preston ho fatto una bella ed interessante scoperta : in UK IL BASKET ESISTE !!!

A Preston ha sede una delle più importanti società cestistiche dell’intero Lancashire, chiamata Preston Pride Basketball Club (difficile che non sia l’orgoglio cittadino nel basket, visto che e’ ben organizzata, a quanto mi si dice vincente, e soprattutto ...la sola in città ad addestrare giovani e giovanissimi alla pratica della pallacanestro).

Andarvi a curiosare e’ stata una tentazione troppo grande e cosìmi sono recato presso la sua sede, in New Avenham, un quartiere di Preston presto il San Augustine New Avenham Centre (SANAC) ed ho potuto notare che il livello tecnico del movimento e’ paragonabile a quello di una società italiana di livello medio/basso, anche perché ho scoperto che qui in UK ci si allena al massimo due volte a settimana, in quanto l’approccio e’ amatoriale. Però i ragazzi ci mettono l’anima e giocano ogni palla come fosse l’ultima della loro vita e questo mi e’ piaciuto non poco, dati i miei trascorsi di allenatore giovanile.

Ad ogni modo l’organizzazione logistica e il campo di gioco sono di prim’ordine perché nella zona il movimento cestistico e’ in crescita ed hanno deciso di crescere partendo dall’istruzione dei giovani e giovanissimi. Mi pare lodevole : anche se ci vorrà un po’, mi sembra la strada giusta...ed ho saputo che cercano allenatori e non solo qui, ma pure a Burnley ed in altri centri, come mi hanno spiegato, e chissà che il capitolo “allenatore” non sia definitivamente chiuso nella mia vita...vedremo.

Però trovare un playground dove andare a giocare era e rimane il mio obiettivo, così chiedendo in giro, soprattutto al SANAC, mi son stati indicati due parchi, Ribbleton Park e il più grande Moor Park, dove a quanto sembra, ci sarebbero dei canestri da qualche parte e d’estate sarebbero pure abbastanza popolati, ma sono stato avvertito che in questa stagione sono poco frequentati a causa del freddo.

E ti credo !!! Oggi la colonnina del mercurio segna meno 6 ! Difficile giocare in queste condizioni, ma appena riscalda un po’ e smette di nevicare e piovere, andrò sicuramente a farci un salto per ispezionarli.

Ma per il momento chiudo questa mia prima diretta da Blackburn promettendovi un nuovo reportage di qui a 15 giorni, che sarà la cadenza standard dei miei “collegamenti” dal Regno Unito.

THAT’S ALL, FOLKS !!
HAVE A NICE TIME !!!

1 commento

Commento from: Max Giordan [Membro] Email · http://www.playitusa.com
Bel racconto! Aspettiamo il prossimo!
Ci sarà ben qualche appassionato di basket anche in Inghilterra!
25.02.09 @ 01:22

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