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Play.it USA

Qwest Field pieno, parte la MLS 2009

Categorie: Editoriale
Autore: francospicciariello
Published on 19.03.09

Prenderà il via stanotte alle 2.00 italiane (diretta SkySport1, SkySupercalcio e SkyCalcioHD2) con il match tra gli esordienti Seattle Sounders e i New York Red Bulls, finalisti lo scorso anno, la MLS 2009, giunta al 14° anno di vita. E per il 5° anno Play.it USA ne seguirà tutte le vicende con risultati, commenti, analisi e interviste.

Image HostingProprio Seattle è una delle curiosità dell’anno. Sbarcata nella MLS grazie principalmente ai soldi del miliardario Paul Allen (cofondatore della Microsoft), la città ha scoperto un’impensabile passione per il calcio, riempiendo con oltre 25.000 abbonati (più dei Seattle Mariners del baseball) un intero anello del bellissimo Qwest Field, dove giocano anche i Seattle Seahawks della NFL ma che sarà privo delle linee da football che per decenni hanno caratterizzato – negativamente (o romanticamente, se parliamo dei nostalgici della NASL di Pelé, Giorgio Chinaglia e Johann Cruyff) – il soccer statunitense.

A sobillare questa passione – oltre ad un’ottima operazione di marketing, orchestrata dalla divisione marketing dei Seahawks della NFL che lavora insieme a quella dei Sounders, che ha visto coinvolta la città (operazione da cui i nostri “manager” avrebbero molto da imparare) - ha contribuito sicuramente l’acquisto dello svedese ex Gunners Fredrik Ljungberg che, dopo la recente operazione spera di aver finalmente superato i problemi muscolari che lo hanno limitato negli ultimi tre anni. A guidare i neo arrivati Sounders, ci sarà in panchina quel Sigi Schmid che ha trascinato Columbus dai bassifondi della classifica fino alla MLS Cup vinta la scorsa stagione. In campo invece oltre a Ljungberg – si spera - ci saranno il portiere Kasey Keller (ex Fulham e Borussia Borussia Mönchengladbach tra gli altri) e due bei prospect come i colombiani John Hurtado (già in prova al Milan) e il giovane attaccante Fredy Montero, capocannoniere in Colombia e possibile sorpresa dell’anno.

Proprio Columbus rimane una delle favorite per quest’anno, avendo confermato tutti i migliori, a cominciare dall’argentino Guillermo Barros Schelotto, MVP 2008 e da questo anno Designated Player del team con uno stipendio quindi oltre i $400 mila), che Schmid ha trasformato da seconda punta playmaker, mossa che gli sta allungando notevolmente la carriera grazie alla minore necessità di corsa. Con lui la promettente ala Robbie Rogers (formatosi in Olanda con l’Heerenveen) e il centrale di difesa Chad Marshall, che ha respinto le offerte dei tedeschi del Mainz e ha ottenuto un rinnovo d’alto livello. Dal punto di vista del gioco – il più bello visto lo scorso anno – dovrebbe cambiare poco, dato che a sostituire Schmid è il polacco Robert Warzycha, bandiera del team da anni, e che ricordiamo in campo con l’Everton a inizio anni ’90 come uno dei pochi stranieri di successo al Goodison Park (vedere Guerin Sportivo n. 11/2009, pag.74).

A contendere il titolo ai giallo neri innanzitutto il Chicago Fire dell’ancor valido messicano Cuauhtémoc Blanco e del centravanti Brian McBride, ormai anche lui in la con gli anni ma ancora capace di far pesare i muscoli in avanti. Ma non solo attacco, visto che la difesa di Chicago è stata la migliore nel 2008 grazie alle prestazioni del portiere Jon Busch e dei due centrali, il forte colombiano Wilman Conde e il possente maliano Bakary Soumare.
A seguire il D.C. United, la squadra più titolata della lega, che dopo aver mancato i playoff ha rispedito in Argentina Marcelo Gallardo e un paio di difensori e si è ripreso Christian Gomez, mezzapunta di 33 anni e MVP nel 2006, dopo aver rimpianto per un anno la sua cessione ai Colorado Rapids, e punta ancora una volta sul centravanti brasiliano Luciano Emilio (MVP 2007). Da non dimenticare la Houston Dynamo e i New England Revolution, guidate rispettivamente dai due scozzesi Dominic Kinnear e Steve Nicol, le due squadre più regolari al vertice degli ultimi anni, ma che sembrano aver terminato il loro ciclo. I primi hanno infatti una squadra che sta invecchiando nei punti forti (il portiere Pat Onstad e il centravanti Brian Ching)

Da seguire New York, che però difficilmente sembra in grado di ripetere l’exploit del 2008, visto anche che il suo asso, il centravanti colombiano Juan Pablo Angel ne ha fatti 33, e che l’olandese David van den bergh se n’è andato a Dallas. Per coach Juan Carlos Osorio non sarà facile assemblare un team fatto di qualche talento (Jorge Rojas), portieri incerti (Danny Cepero, Jon Conway), e difensori deludenti (Juan Pietravallo).
Chi invece potrebbe sorprendere è Toronto, dove dopo due anni di pessimi risultati Mo Johnston sembra aver azzeccato il mercato, con gli arrivi del centravanti argentino Pablo Vitti (campione del mondo Under 20 nel 2005 con Messi e Aguero) in prestito dall’Independiente e in cerca di rivincite (ma eventualmente c'è Rohan Ricketts pronto), e del due volte MVP il canadese Dwayne De Rosario, che affiancheranno le promesse il velocissimo terzino Marvell Wynne (che in estate piaceva a Torino e Groningen), e il centrocampista Sam Cronin. Altra squadra su cui puntare sicuramente il Real Salt Lake di coach Jason Kreis. Qualificatosi ai playoff all’ultima giornata il RSL, eliminato in Conference Final da NY, ha fatto vedere un ottimo gioco, e quest’anno i colpi dell’argentino Javier Morales, aggiunti alla solidità del colombiano Jamison Olave dietro e al trio formato da Robbie Findley, il candadese Will Johnson e da Yuri Movsisyan, in grande ascesa, potrebbero portare RSL ancora più in alto.

Anonime o poco più – ma non si sa mai - le altre. FC Dallas veleggia ormai da anni al top della classifica in regular season per poi però perdersi nei playoff (dove nel 2008 non è nemmeno arrivata). La seconda stagione di Shellas Hyndman – che vorrà dimostrare di essere un grande non solo a livello di college – e gli arrivi dell’ala David van den Bergh e del centrocampista colombiano Ferreira, oltre ad un attacco super con Kenny Cooper e Jeff Cunningham e il rookie Peri Marosevic potrebbero portare FCD in alto.
Kansas City era data tra le possibili favorite lo scorso anno, col DP ex Lazio Claudio Lopez e il centrocampista ex Toro Carlos Marinelli. Delusione entrambi, nonostante la qualificazione ai playoff nel finale, col solo Piojo rimasto per un”misero” contratto da $150 mila. Coach Curt Onalfo – considerato l’allenatore più promettente tra quelli americani – si gioca quest’anno la credibilità per il futuro. Da seguire tra i Wizards il rookie Graham Zusi.
Colorado è un mistero. Squadra allo sbando lo scorso anno finché in panchina c’era Fernando Clavijo. Andato via lui, sostituito dal suo secondo Gary Smith, la squadra è rinata (tranne Christian Gomez) arrivando fino alle soglie dei playoff, persi all’ultimo minuto dell’ultima partita. Nessun cambiamento di nota durante il mercato, se non l’arrivo dell’attaccante di Antigua Gregory Richardson, che l’anno scorso in Champions ne ha rifilati 3 ai Revs col Joe Public. Dacanti sembra andfare a formare un ottimo trio con pesante Conor Casey (se starà bene) e Omar Cummings. In difesa Cory Gibbs – anche per lui il dubbio è la salute –, arrivato la metà 2008 dal Charlton (dopo una carriera fra St. Pauli, Feyenoord e Den Haag), punta a riprendersi un posto in Nazionale in ottica Mondiali dopo aver perso quelli del 2006 per infortunio. È rimasto infine Pablo Mastroeni, che anche quest’anno sarà la diga del centrocampo.

Nessuna speranza neanche quest’anno sembra esserci per Los Angeles, dove la cura Bruce Arena è solo all’inizio. Landon Donovan è tornato sicuramente migliorato dal prestito al Bayern Monaco, mentre la soap opera (siamo a Hollywood!) David Beckham continuerà luglio con una nuova puntata al ritorno dell’inglese da Milano. In quali condizioni non è dato sapere. Ma certo il gruppo che scenderà in campo con i due assi del campionato appare di livello poco più che infimo, aparte qualche eccezione quale il difensore rookie of the year 2008 Sean Franklin, i centrocampisti Eddie Lewis (ex Fulham e Derby County), e l'attaccante Edson Buddle, assai prolifico l'anno scorso dopo un paio d'anni d'appannamento. In difesa c'è anche il rookie AJ delaGarza, di cui si parla molto bene.

Ultimo del gruppo – secondo il nostro modesto parere – Chivas USA e, anche quest’anno, San Jose Earthquakes. Gli Earthquakes di coach Frank Yallop sconteranno probabilmente anche quest’anno l’essere sbarcati nella MLS solo nel 2008. Certo c’è l’inglese Darren Huckerby dall’inizio a dare forza e grinta; c’è il ritorno di Bobby Convey negli USA, ma il bravissimo laterale di sinistra negli ultimi due anni ha giocato poco in Inghilterra bloccato spesso da infortuni; c’è infine il possente centravanti Cam Weaver, ex Seattle, reduce da un’esperienza bienanle in Norvegia, che potrebbe essere uno dei candidati alla classifica capocannonieri. Ma tutto ciò difficilmente basterà, vista la difesa dove il solo Joe Cannon sembra una sicurezza, e una panchina assai corta in qualità. Ultima della fila il Chivas USA. La squadra del messicano Jose Vergara rischia il melt down, il crollo. Abbandonata dal pubblico – deluso da gioco e risultati –, i migliori attaccanti (Ante Razov e Mykel Galindo) fermi da molti mesi per infortunio; mancato a rinnovo a Claudio Suraez, che seppur avanti con l’età negli ultimi 4 anni è stato l’ancora della difesa dei Goats; un allenatore, Preki, in discussione prima ancora del via. Ci sono tutti i presupposti per un campionato terrificante. Ma in fondo pensavamo – e non solo noi - lo stesso per Columbus l’anno scorso.

Al di là delle previsioni infatti, la bellezza della MLS risiede nella sua incertezza. La lega infatti ha messo in piedi un sistema che nella pratica impedisce ad una squadra di rivaleggiare economicamente e tecnicamente rispetto alle altre, ed ogni anno rischia quindi di scapparci la sorpresa, come avvenuto l’anno scorso con Columbus. Ma è un sistema che se premia in casa penalizza in trasferta, come si è potuto vedere dai pessimi risultati delle squadre MLS nella prima edizione della CONCACAF Champions League, dove la sola Houston ha superato la fase a gironi (mentre dalla USL il Montreal Impact, dopo aver vinto il Canadian Championship su Toronto e Vancouver, è arrivato ai quarti e il Puerto Rico Islanders è addirittura in semifinale e in vantaggio 2-0). Ma quest’anno, anche grazie ad una diversa organizzazione del calendario – l’anno scorso penalizzante – le cose dovrebbero migliorare, anche se solo in parte. A causa del clima e per l’impossibilità di avere un pieno controllo sugli stadi (solo 9 squadre su 15 giocano nel proprio), la MLS sarà costretta a giocare anche durante la Confederations Cup, la Gold Cup e il Mondiale Under 20 di settembre, perdendo così per diverse partite molti giocatori. Ma i nuovi stadi – almeno lì – sono in costruzione, e già dal 2015, quando il totale delle squadre dovrebbe essere di 20 con una certa stabilità alle spalle (l’expansion è prevista per il 2012) e in buona parte col proprio stadio, la MLS potrebbe iniziare ad affacciarsi sul panorama calcistico continentale (Copa Libertadores inclusa) con tutta la forza economica dei suoi investitori e del suo enorme mercato, dove il calcio sta ormai raggiungendo l’hockey nelle preferenze del pubblico.

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MLS 2009

Eastern Conference
Chicago Fire
Columbus Crew
D.C. United
Kansas City Wizards
New England Revolution
Red Bull New York
Toronto F.C.

Western Conference
C.D. Chivas USA
Colorado Rapids
F.C. Dallas
Houston Dynamo
Los Angeles Galaxy
Real Salt Lake
San Jose Earthquakes
Seattle Sounders FC

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