
“Michael Jordan nella Hall of Fame? Perchè, non c’era già?”
E’ solo uno dei tanti commenti del genere che ho letto in questi giorni, in cui l’astinenza da NBA comincia a farsi sentire e si ha il tempo dunque per soffermarsi anche su notizie che riguardano le cosiddette “vecchie glorie”.
In effetti, come molti tifosi e appassionati hanno fatto notare, l’ingresso di M.J. nell’Arca della Gloria di Springfield, Massachusetts non è neanche una formalità: usando un termine giuridico, è un atto dovuto.
Michael infatti si è costruito la sua personale arca di gloria già nel corso della sua carriera, una marcia trionfale fatta di balzi prodigiosi, statistiche irreali, partite epiche e, a partire dal 1991 una sinfonia ininterrotta di vittorie contro tutti i migliori giocatori della sua epoca: Magic, Clyde Drexler, Charles Barkley, Shawn Kemp, John Stockton e Karl Malone – per non parlare delle epiche sfide ad Est contro i Bad Boys prima, ed i picchiatori di Pat Riley dopo...
Ma l’incredibile successo di Jordan non è stato soltanto sportivo: grazie a lui, alle Sue scarpe, al Suo marchio, l’NBA è arrivata davvero in ogni angolo del pianeta, in ogni casa del mondo.
Grazie alla sua fama, ingigantita, se mai ce ne fosse stato bisogno, dall’avvento del Dream Team originale del 1992 – in compagnia guarda caso di John Stockton e David Robinson, fra gli altri – il basket professionistico americano ha vissuto probabilmente il suo momento di maggior splendore, di maggior classe, l’inizio del “Basketball without borders” che continua ad espandersi ancora oggi, anno dopo anno.
Per quelli della mia generazione, non c’è neanche bisogno di spendere tante parole: l’era Jordan l’abbiamo vissuta come un sogno, una visione, un evento storico in divenire.
Per i giovani che non hanno avuto la fortuna e il privilegio di vivere in diretta l’epopea di Michael, posso dire questo: a differenza dei grandi campioni di oggi (i Kobe, i Duncan, gli Shaq) che alternativamente vincono o perdono a seconda del supporto che riescono a ricevere dai propri compagni di squadra, Jordan quando raggiunse la piena maturazione come giocatore non permise più a nessuno di batterlo in una partita decisiva.
Il suo sguardo, la sua feroce determinazione, il suo inestinguibile desiderio di vincere lo collocano un gradino sopra tutti i giocatori della storia NBA per un semplice motivo: è stato l’unico giocatore a dare l’impressione di poter decidere da solo del proprio destino, di poter vincere – di squadra o da solista – semplicemente con la sua pura forza di volontà.
E' passato poco più di un anno, era aprile 2008, e proprio in questo spazio di Play.It arrivava in anteprima la notizia dell'avvento di Nasn in Italia. Il canale in lingua originale che avrebbe riportato sui televisori italiani la Nhl, la Mlb, il college football e tanto college basket. Quell'articolo produsse anche reazioni non proprio gradite in qualche ufficio di Sky, forse perché giunto troppo presto, forse non ci eravamo attivati nel modo giusto. La brutta notizia fu che sul canale 213 di Sky Sport non avremmo potuto seguire la Nfl, finita in esclusiva su Rai Sport Più e andata in onda su un palinsesto travagliato con una infinità di problemi per i telespettatori.
La notte dello scorso Super Bowl Nasn diveniva Espn America (EA) dopo che il più grande gruppo di intrattenimento televisivo a livello di sport ne aveva acquisito la proprietà. Era nell'aria, la logica espansionistica del colosso americano comincia in Inghilterra, dove ci sarà anche molto calcio, ma la notizia di questi giorni, che riguarda anche l'Italia, soprattutto l'Italia, è di quelle che spingono a festeggiare tutti gli appassionati.
Nel lungo week end durante il quale EA riaccende i riflettori sulla prima giornata di college football (al via giovedì scorso) la notizia, stavolta diretta anteprima degli amici di Endzone, è che riavremo anche la Nfl su Sky, proprio su quel canale 213 che da un anno e mezzo riempie il palinsesto di baseball e hockey su ghiaccio. Una notizia che, da sola, varrebbe già la miglior copertura di sempre per il football in Italia. Tanta Ncaa e tanta Nfl. Ma EA non è sola e questa forse è la più grande (e migliore) delle novità.
La corsa dei Florida Gators di Tim Tebow, candidati a mettere in bacheca il secondo sigillo consecutivo di campioni nazionali si sdoppierà tra le trasmissioni di approfondimento e le partite trasmesse da EA con la conferma che, come nel 2008, anche Sky Sport trasmetterà molte gare, commentate in italiano ed in alta definizione. Non bastasse Eurosport 2 manderà in onda una partita alla settimana di squadre della Big Ten Conference, anche qua in italiano, con Andrea Campagna prima voce al commento che molti di voi ricorderanno ai microfoni dell'Arena Football League.
Tutto qua? Assolutamente no. Rai Sport Più torna con le sue due partite settimanali (il MNF in differita al martedì) consolidando la coppia in cabina Valerio Iafrate e Roberto Gotta. La grande novità è poi rappresentata da Dahlia Tv, canale visibile sul digitale terrestre e sulla nuova piattaforma Tivù Sat che permette di abbonarsi anche solo trimestralmente. Dahlia, con una squadra di telecronisti tutta italiana “capitanata” dal giornalista romano Antonio Maria Vergano, proporrà 4 gare la settimana di cui almeno tre (tutte la domenica comprensive di SNF) in diretta.
EA, dal canto suo, ha in programma 4 partite almeno ad ogni week end (alle 19 alle 22 e SNF la domenica più MNF) alla quale aggiungerà i vari speciali (Thanksgiving Day, Thursday Night Football, partite del sabato in dicembre e chi più ne ha più ne metta). Sia Dahlia che EA, poi, trasmetteranno rubriche di approfondimento e highlights: da una parte gli americani, che manderanno in onda i programmi di Espn, dall'altra un contenitore appositamente studiato in Italia che mira a crescere nel tempo.
Insomma, il football quest'anno sarà sulle televisioni italiane come mai prima d'ora, lo vedranno gli abbonati Sky, ma anche chi non lo è grazie ai canali del DTT Dahlia e Rai Sport Più. I Playoff 2009 verranno coperti in modo “alternato” dalle trasmissioni in italiano, mentre EA li darà tutti in diretta. Super Bowl in diretta su tre (tre!) canali diversi: EA in inglese, Rai Sport Più in italiano e, confermato come nel 2008, su Rai Due in chiaro dove pochi mesi fa raggiunse un pubblico davvero numeroso.
Ovviamente chi non si sente soddisfatto o abbastanza tutelato da queste offerte può sempre ricorrere all'ormai imprescindibile (per i fanatici) Game Pass HD di Nfl.com, che costa sì 170 euro ma permette di vedere tutte (ma proprio tutte) le partite del campionato Nfl e che quest'anno si è arricchito della continua trasmissione dei programmi di Nfl Network e continuerà a riempire il proprio spazio di speciali e approfondimenti. Con una piccola aggiunta di denaro a gennaio (30 dollari) ecco che magicamente spunteranno i playoff e verrà mantenuto “vivo” l'archivio delle gare già giocate, compresa tutta la stagione 2008. Soddisfatti?
Facendo due conti sul palinsesto di EA del primo week end Nfl Sky supererà, come numero di partite trasmesse, la Serie A, evento assolutamente impensabile anche solo due mesi fa. Due giorni fa. Un grande passo avanti a cui non si sottrae quanto arrivato in precedenza, la Nhl e la Mlb già citate, il college basket, le Frozen Four di hockey universitario e, ovviamente, la Nba.
Play.It in tutto questo cosa farà? Quello che ha sempre cercato di fare, dare copertura con il proprio impegno e la propria passione alla pale ovale. La redazione football è pronta (anzi, è già partita da un po' con le preview stagionali) ad approfondire, commentare, aprire spazi a dibattiti e critiche, sul forum tanto quanto nei commenti agli articoli. E non ci saranno solo il sito di riferimento e il forum (che contiene tra l'altro uno spazio costantemente aggiornato su “come vedere la Nfl” in TV), ma anche i tanti blog che sono nati e cresciuti negli ultimi mesi, a cui se ne aggiungeranno altri. Eccoli: Third and long, commenti e pensieri sparsi sul football americano, Draft Times, che presto ripartirà per seguire l'avvicinamento al Draft e alle scelte dei campioni del futuro, The Gold Rush, lo spazio per i tifosi dei San Francisco 49ers, From the sideline, il football secondo Mic, l'infaticabile uomo che aggiorna le nostre news in homepage, Purple Mood, per chi solo i Ravens in testa e Rites of Autumn, un o sguardo a 360° sul football. Ne arriveranno altri, sicuro un angolo sui Chicago Bears ad esempio.
Finita qua? Neanche per idea, è già in vendita da un po' di tempo la preview stagionale dei forumisti di Play.It in vendita su Lulu.com che, dopo l'esperimento del 2008, hanno deciso di riprovarci offrendo una guida a chi con l'inglese litiga ancora molto. E la radio, sì, la radio, che lo scorso anno cominciò con le radiocronache in diretta tra un gruppo di ragazzi che volevano divertirsi e ha seguito tutta la off season con rubriche da non prendere troppo sul serio per farsi due risate col football. Il 2009 sarà pieno di novità anche in questo senso, con una radio sul web che segue non solo il football ed è raggiungibile sul sito di Radio Play.It.
Insomma, instancabili sognatori amanti del campo lungo 100 yard (120 in realtà) e di quelle cose strane che piacciono tanto dall'altra parte dell'oceano e che vengono spesso chiamati sport americani, come se una mazza e una pallina potessero utilizzarle solo loro. In realtà è solo sport, giocato ai massimi livelli e in ambienti che ancora oggi ci fanno sognare.
Voi, noi, Play.It, il web, la televisione. Il football sta arrivando, i ragazzi hanno cominciato, gli adulti calceranno il kick off giovedì notte. L'autunno è alle porte e come ogni anno porta con sé il più grande spettacolo del mondo. E' solo football ragazzi, ma è una cosa tremendamente importante.
Buon divertimento.