
Dimenticatevi Lebron James contro Kobe Bryant, LBJ vs KB24, il Prescelto contro il Mamba: le Finals 2009 presenteranno una inedita Magic-Lakers, con buona pace di Stern.
Fin dalla regular season era noto come i Magic presentassero tatticamente il maggior numero di grattacapi per i Cavaliers: miss match nella posizione di ala grande, miss match ovvio in quella di centro, una difesa aggressiva contro i tiratori forte della presenza interna del n.12 contro le penetrazioni.
Tutte cose che si sapevano, ma si immaginava sarebbero state in qualche modo superate dai Lebroners, che si presentavano comunque col miglior record della regular season e con una difesa Spurs-style che aveva fermato ogni avversario per tutta la stagione. In attacco, ovviamente, palla al prescelto con l'ottimo Mo Williams a togliergli pressione, di tanto in tanto.
Invece, è andata come tutti sapete: i Magic hanno tirato benissimo da 3, hanno gestito meglio i finali di partita – da sempre la loro specialità grazie alla coppia atipica Turkoglu-Lewis – e hanno sfruttato lo strapotere fisico di Howard, apparso molto migliorato, più maturo e concentrato, affidabile anche dalla lunetta e nei momenti caldi delle partite.
Superman ha ancora ampi margini di miglioramento dal punto di vista tecnico in attacco, ma intanto è già il giocatore più dominante della Lega in difesa: in più è giovane, ha un atteggiamento sempre positivo e sorridente e non mette pressione ai compagni.
Mentre nei momenti decisivi i compagni di Lebron sanno che ogni loro tiro sbagliato può costringere il Prescelto a vincere la partita da solo, forzando e giocando uno contro cinque, Howard sa che nei finali di partita la palla sarà comunque nelle mani degli esterni, ma si è fatto comunque trovare pronto quando chiamato in causa. Insomma è una stella ma meno ingombrante e meno accecante di LBJ, capace di lasciare il proscenio ai compagni senza battere ciglio (finchè si vince, ovvio!).
Ora i Magic sono attesi dalla sfida più difficile: ribaltare il fattore campo anche nelle Finals, contro i Lakers in forte crescita visti nelle ultime 2 partite contro i Nuggets.
Per Kobe è già pronta la staffetta Lee-Pietrus, mentre Turkoglu difficilmente riuscirà a dare una mano come invece ha fatto contro Lebron.
Ma l'impressione è che la serie si deciderà sotto canestro: a meno di un improbabile risveglio improvviso del bambinone Bynum, apparso del tutto spaesato in questa post season, i Lakers appaiono nettamente meno attrezzati dei Cavs per sostenere l'onda d'urto di Howard.
Se non ci sono riusciti i Lebroners con Ilga, Varejao e Wallace, ci dovrebbero riuscire i Lakers con Bynum e Gasol? Certo, i Lacustri saranno più equilibrati sulle ali con Ariza e Odom, ma se togliamo dall'equazione gialloviola la variabile spagnola, specialmente in attacco dal post basso, l'ingranaggio si può inceppare e Kobe può sentirsi autorizzato a provare a vincere le partite da solo... che è poi quello che sperano i Magic.
La realtà è che la presenza di Howard in difesa in mezzo all'area cambia il modo di giocare di tutti e maschera eventuali carenze difensive del resto della squadra. Le difese, nella NBA, sono da sempre abituate ad adeguarsi alle caratteristiche del miglior realizzatore avversario: è ora che anche gli attacchi delle squadre comincino a prepararsi un game plan speciale per ogni volta in cui dovranno affrontare Superman, perchè non è un affare da poco.
Oggi come oggi, in tutta la NBA, esiste un solo antidoto a Dwight Howard, una sola criptonite in grado neutralizzare tatticamente il suo strapotere fisico, e vada come vada la Finale sarà sicuramente – a sorpresa – l'uomo mercato di questa estate: parliamo ovviamente di Shaquille O'Neal.
Se i Cavs vogliono avere una chance di tenere Lebron la prossima estate, è meglio che alzino fin da subito il telefono e imparino a memoria il prefisso dell'Arizona. Ma non saranno gli unici a farlo...