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Play.it USA

Archivi per: Dicembre 2008

L'ultima tappa del football

Categorie: Editoriale
Autore: Alessandro Santini
Published on 30.12.08

Il 2008 se ne sta per andare tra le solite celebrazioni di “un anno di politica”, “un anno di sport”, “un anno di calcio” e “un anno di cinema”, tra celebrazioni più o meno scontate con scatti e filmati che segnano un'altra tacca in questo avvio di nuovo millennio che per molti versi non è poi più così nuovo.

Anche Play.It lo ricorda nella solita classifica del nostro Mick che mette al primo posto l'impresa dei Giants nel febbraio scorso, capaci di fermare l'incredibile cavalcata dell'MVP Tom Brady. Non fosse che parliamo di uno sport così troppo americano, isolato ai confini statunitensi e poco più, quella partita avrebbe oscurato, o quantomeno eguagliato, le decine di prove epiche vissute durante l'Olimpiade cinese.

Il 2008 se ne va lasciando agli appassionati di football un saluto straordinario, con una giornata finale decisiva per le sorti di parecchie squadre, impegnate in scontri e conteggi tutti destinati agli ultimi decisivi 60 minuti come non si ricordava da chissà quanti anni. Crollano i sogni di Dallas, incredibilmente fuori dai giochi in Nfc dopo una stagione fatta più di lacrime che sorrisi.

Non è bastato andare a prendersi Roy Williams da Detroit, non è bastata l'esperienza delle recenti delusioni agli scorsi Playoff, non è bastato battere i NY Giants nel momento decisivo della stagione. Tony Romo e soci sono usciti distrutti dalla trasferta di Philadelphia e ad esultare sono proprio gli Eagles che tornano in postseason anche grazie alla sconfitta di Chicago che, grazie anche al risultato di Tampa, battuta da Oakland, avrebbero potuto staccare un biglietto per la platea d'onore del prossimo gennaio.

Dall'altra parte non ce l'hanno fatta i NY Jets di Brett Favre, suicidatisi nelle ultime tre partite per via di un crollo psico-fisico che ha dell'incredibile. E in purgatorio con loro si portano i New England Patriots, che il loro lo fanno nella “bora” di Buffalo dove un goal post rischia addirittura di precipitare al suolo per i capricci di Eolo. Dopo il primo Super Bowl vinto nel 2001 è la seconda volta che i Pats non accedono ai Playoff e, di nuovo, la sorte gli tocca con un record vincente; nel 2002 fu un 9-7, poi vinsero due titoli consecutivi.

E da questo 11-5 che non basta ne esce a testa altissima Bill Belichick, capace in un anno di transizione dove ci si aspettava un crollo della squadra dovuto alla batosta morale della stagione precedente e a un ricambio generazionale in atto, di lottare fino alla fine, ottenere un record che nove volte su dieci significa “traguardo raggiunto” di inserire Matt Cassell, in panchina dai tempi delle superiori, in modo perfetto all'interno del sistema.

Già, perché Tom Brady è uscito all'inizio della prima partita stagionale e non è più rientrato e, tuttora, si parla di un terzo intervento chirurgico in arrivo. BB ha però infilato il ragazzone dietro al centro e, piano piano, ha tentato in tutti i modi di portare a casa un traguardo che a tutti sembrava irraggiungibile. Lo ha solo sfiorato, ma ha mostrato di nuovo di saperci fare, di saper trattare i giocatori, di saperli gestire e caricare, alla faccia dello spygate e di quanti pensano che solo con le telecamere questo signore fosse in grado di vincere.

Il 2008 ci lascia anche la prima squadra di sempre a chiudere con 0-16, record più volte sfiorato ma riuscito solo ai Detroit Lions che, con tristezza, abbiamo osservato coi volti coperti dalla vergogna alla fine dell'ultima partita. Dispiace vedere degli atleti, dei professionisti, battersi il più possibile e finire in questo modo, ma è anche questo lo sport, la vita. Alcune vittorie sfiorate, ma tante tantissime brutte figure e un insieme di mediocrità che dalla sideline arrivano sino al campo da gioco, dove vedere Calvin Johnson alzare quei numeri, in quella situazione con 5 differenti quarterback fa quasi stare male. Forse nessuno merita uno 0-16, ma la cosa certa è che da lì si può solo risalire. Auguri a Detroit.

Ma cosa ci riserva il 2009? Beh, per la stagione è presto parlarne anche se sappiamo già che almeno 3 allenatori non saranno più al loro posto. Ma per l'anno solare il primo mese dell'anno è il punto più alto per gli amanti della palla ovale e per osservatori e semplici appassionati. Nottate in bianco, dalla vecchia Europa, con antipasto il solito finale dei bowl della BCA, sistema che non piace a nessuno, ma partite che tutti aspettano con ansia. E poi il Championship per stabilire il campione nazionale tra Oklahoma e Florida, tra Tim Tebow e Sam Bradford, gli ultimi due Heisman Trophy in ordine di tempo.

Il tutto comincia già all'alba del nuovo anno, con finalissima la settimana prossima mentre già nel primo week end di gennaio le Wild Card di Nfl, senza sosta, primo scatto verso il 1° di febbraio. Avremo in campo Donovan McNabb e Kurt Warner, veterani alla riscossa di fronte a una delle ultime chance in carriera di giocarsi un posto verso la Terra Promessa. Avremo i NY Giants a difendere il titolo, i sorprenderti Carolina Panthers che vincendo lo scontro diretto in un Monday Night ai primi di dicembre contro Tampa aprirono la crisi finale dei Bucs e si candidarono al titolo di maggiori sfidanti dei Big Blue.

Avremo i soliti Pittsburgh Steelers, con un Ben Roethlisberger che marca visita e torna in campo senza passare dal via (l'ospedale) dopo un duro colpo alla nuca domenica scorsa. Ci sarà anche Kerry Collins, a proposito di veterani, che dopo i guai di Vince Young ha preso in mano le redini del gioco di Tennessee e ha condotto i Titans al miglior record ella Lega, anche se i meriti reali di questa situazione vanno ricercati altrove. Poi ci sono i Colts, che a settembre pochi vedevano in grado di resuscitare in questo modo ma che Peyton Manning si è caricato sul braccione e ha portato fino a qua. E ci sarà Chad Pennington, che il destino ha voluto a Miami dopo il taglio dei Jets causa Favre e che si è tolto il sassolino più fastidioso dalla scarpa. Ha battuto Brett sul campo e portato i Dolphins in postseason.

I due Manning, Roethlisberger, Warner, Collins, McNabb, Jake Delhomme, tutti quarterback che un Super Bowl lo hanno già giocato e, alcuni, vinto. Gli altri ci sperano e ci proveranno. E mentre aspettiamo che vengano eletti i migliori dell'anno per ogni ruolo, pensiamo che avremo dei playoff con Adrian Peterson, destinato a divenire grande protagonista di questa Lega e con due quarterback rookie che hanno piacevolmente sorpreso e che si misureranno con la classe dei migliori a cui purtroppo, e per diversi motivi, mancano Tom Brady e Brett Favre. Parliamo di Joe Flacco e dell'incredibile Matt Ryan, un anno da matricola meglio probabilmente di chiunque altro nella storia, anche al di là degli eccellenti numeri alzati.

E mancherà anche Drew Brees, che di Super Bowl non ha nemmeno mai sentito l'odore, ma che ha lanciato più di 4000 yard per il terzo anno di fila ed ha superato, secondo di sempre, le 5000, fermandosi a 16 (sedici!) yard dal record di Dan Marino. Sarebbe stato un finale col botto, forse un botto troppo grosso, di quelli che la Finanza sequestra di continuo, tra Trento e Palermo, di questi tempi. Ma sarebbe stato anche un momento esaltante in un Week 17 tesa, combattuta e appassionante.

Ora la linea passa alla Rai che promette tutti i Playoff 2008 in diretta su Rai Sport Più, sperando che i disservizi relegati alle differite durante tutta la stagione possano rimanere solo un ricordo del vecchio anno, un anno televisivamente parlando da bruciare assieme alla Vecchia a mezzanotte.

Si salva la Ncaa su Nasn, ma per la Nfl sopravvive chi può sganciare due soldi in più per i Game Pass vari (quest'anno su Nfl.com anche i playoff in HD a 55 dollari ma senza super Bowl) e chi decide di andare contro la legge smanettando a destra e a manca (ma non è un giudizio morale, sia chiaro, ognuno è libero di scegliere).

Speriamo che la Rai non tradisca e che le voci di Valerio Iafrate e dell'eccellente Roberto Gotta (nuovo direttore di American Super Basket) ci accompagnino fino in fondo. E ora via, tutto d'un fiato, una lunga corsa fino in fondo, fino a Tampa Bay, fino al Super Bowl numero 43.

PS: pensiero di Capodanno, o di Natale in ritardo. Cara mamma Rai, non tagliarci il Boss a fine primo tempo. Te ne saremo eternamente grati.