
L’NBA è tornata: era ora!
Lo ha fatto quasi in punta di piedi, con una prima giornata con sole 3 partite, ma di qualità: in campo i campioni in carica, i vice campioni e il Choosen One, più due squadre di giovani interessantissimi come Chicago e Portland.
L’estate appena terminata è stata tutto sommata avara di novità, in particolare se paragonata ai fuochi d’artificio di quella 2007, che vide la trasformazione dei Celtics da squadra lotteria a possibile dinastia, episodio più unico che raro nella storia NBA.
Poco si è mosso ad Est, dove i biancoverdi sono nettamente favoriti con i Cavs a rincorrere, ma la strada per Lebron e compagnia è ancora lunghetta.
Ad Ovest, i Lakers come al solito hanno molta più concorrenza, ma anche la consapevolezza di poter arrivare di nuovo fino in fondo, sperando di portare in post season anche il bimbo prodigio Bynum, che in ottica playoff una certa differenza la potrebbe fare... sempre che impari a giocare insieme a Gasol... ma questo non dovrebbe essere un problema.
Detto dei piani alti, la stagione che è appena partita potrebbe dire cose molto interessante a livello di nuove leve: Oden, Rose, Beasley, Majo, Love... sono solo alcuni dei nomi che dobbiamo ancora imparare bene, ma che con ogni probabilità non ci abbandoneranno per un decennio minimo.
Alcuni di loro sono in formazioni con poche ambizioni, dove avranno minutaggi adeguati ma poche chance di Playoff: ma per Rose e Oden si aprono prospettive interessanti fin dal primo anno.
Riusciranno col loro arrivo a far fare il salto di qualità a 2 formazioni di assoluto talento come Chicago e Portland? Chiaramente non potranno risolvere i problemi dei rispettivi team da soli, ma giocano in ruoli che possono spostare gli equilibri di una stagione, nel bene e nel male, s’intende...