
NBA: scontro generazionaleMentre vi scrivo le semifinali NBA sono arrivate tutte alla quarta partita: 3 pareggi sul 2-2 e solo Detroit avanti 3-1 con Orlando.
Lo spettacolo di questi playoff è stato finora impareggiabile: Kobe Bryant, CP3, Dwight Howard, la serie Atlanta-Boston... e adesso queste semifinali, in cui l’equilibrio la fa da padrone e risulta decisivo, quasi fondamentale, il fattore campo (1 vittoria esterna dopo 16 partite di semifinale).
E’ l’NBA al suo meglio, dove le difese danno tutto perchè non c’è domani, dove le partite sono preparate al microscopio dai coaching staff, dove dell’avversario si sa tutto, ma si cerca comunque di sorprenderlo con una mossa a sorpresa, una marcatura inaspettata.
Ma, più di ogni altra cosa, è in corso in queste semifinali uno scontro generazionale evidentissimo: da una parte la generazione dei trentenni – che ha come capitani Billups, Wallace, Garnett, Pierce, Duncan, Ginobili, Bryant e Odom – dall’altra i “giovani leoni”, i ventenni d’assalto – Chris Paul, Tyson Chandler, Lebron James, Dwight Howard, Rashard Lewis, Carlos Boozer e Deron Williams.
Da una parte le stelle affermate, in alcuni casi già con anelli al dito, che hanno ancora 3-4 anni buoni per le proprie chance da titolo, non di più.
Dall’altra la nuova generazione, impaziente di vincere il primo titolo per seguire le orme di Dwayne Wade (che per vincere però aveva in squadra un trentenne bello grosso...).
Come finirà?
Difficile dirlo, il fattore campo finora è stato decisivo, ma se in trasferta i trentenni stanno facendo così fatica è anche perchè le loro gambe non sono più quelle di una volta, soprattutto quando si tratta di recuperare dopo sforzi così intensi e ravvicinati.
Per questo, se non si affrettano a chiudere le serie, le eventuali gara7, benchè spesso con i ventenni in trasferta, potrebbero riservare, chissà, delle sorprese...
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