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29 Apr 2008

Intervista a Federico Buffa

- Ciao Federico, grazie di nuovo per la tua disponibilità. Io inizierei con uno slogan: “Where amazing happens”, lo slogan che la Nba ha utilizzato per promuovere questa stagione. Io però penso che per questo tipo di playoff, forse, c’è bisogno di qualcos’altro, ancora più di effetto. E tu in questo sei uno specialista…

Iniziamo a tenerci quello che abbiamo, che è tutt’altro che da buttar via, poi però piu’ tardi ci torniamo. L’impressione è che non credo vedremo playoff sorprendenti in senso assoluto, perché il livello è troppo alto perché ci siano realmente le sorprese. Quello che vedremo e che vediamo è il massimo mondiale. Io non credo che si possa fare piu’di cosi’ in un campo da basket. Per la qualità degli atleti, il ritmo a cui giocano e la fisicità che ci mettono. Qualcuno dice: “Grazie, si risparmiano durante la regular season”… Bene d’accordo! Però adesso ce li godiamo noi…

- Prima di scatenarti sull’Ovest, su Lebron James, sui Celtics e compagnia partirei da un’osservazione. Perché in realtà noi due ci siamo già visti e parlati tempo fa, era a Roma, a ottobre, per l’European Nba Live Tour 2007…

Non accetto ricatti! Più che altro perché non ricordo quello che ci siam detti!

- Tranquillo. Nessun ricatto. Ma ti posso assicurare che abbiamo fatto solo danni…

Danni eh?

- Perché abbiamo parlato di Chicago in finale di Conference. E Chicago…

Non è andata in finale di Conference!

- No, e sarà un’estate lunga quella dei Bulls, specie se si considera quello che hai detto tu in una recente telecronaca: Chicago Bulls, 15 giocatori che alla fine dell’allenamento van via dal palazzetto prendendo 15 taxi diversi…

(ride)

- … ma soprattutto tu hai predetto i Boston Celtics fuori in semifinale di Conference. Questo per carità, può ancora succedere, ma così dicendo ti sei inimicato una folta schiera di affezionati dei Celtics che adesso vogliono “linciare”, ovviamente lo diciamo con il sorriso, te e Flavio Tranquillo, perché nelle vostre telecronache parlate poco e male dei Boston Celtics. Io ti do l’occasione, se vuoi, di lanciare un messaggio di pace a questi infervorati tifosi dei Celtics…

Hanno ragione! Questa è una visione un po’ italiana ma fondamentalmente hanno ragione. Io non credevo che Boston potesse arivare dove è arrivata, così in fretta. Cioè: come fai a convincere i giocatori a un sistema così oneroso, emotivo, impegnativo come quello che giocano in così breve tempo? Normalmente arrivi a un punto in cui ti viene inevitabilmente una specie di rigetto… E invece qui c’è il ministro della cultura, si chiama Kevin Garnett, che ha preso molto bene il contesto, ha invertito il tema culturale, il giro è stato di 180 gradi, e ha fatto capire ai compagni che si dovevano allenare in un certo modo, che si giocava in un certo modo e che si prendevano le cose che venivano dallo staff tecnico in un certo modo. In piu’ c’era la mistica biancoverde, l’attesa, ed è venuta fuori una squadra impressionante in regular season. Ora ci sono i playoff, primo turno poco alcolico, ma da li’ in poi vedrai che ci divertiam di piu’.

- Abbiamo scherzato, ora facciamo sul serio. Partiamo dall’Ovest. L’impressione che ho io è la seguente: playoff emozionanti, divertenti, spettacolari, ma alla fine l’idea generale è che si sappia già chi arriva in finale. Cioè le stesse squadre dell’anno scorso: Utah e San Antonio. Paradossale, quasi. Nel senso: con tutto quello che questa post season ha da offrirci, finisce che ci ritroviamo a contendersi il titolo della Conference le stesse due dell’anno scorso??? Tu come la vedi?

I tuoi amici tifosi gialloviola cosa direbbero in questo senso?

- Guarda, parto malissimo già in partenza: io SONO tifoso gialloviola…

Allora, mettiamola in questi termini: un antico brocardo dello sport americano che arriva dal football dice che: l’attacco vende i biglietti, la difesa fa vincere le partite. Togliete partite e mettete titoli, e questo vale sempre. E la storia recente della Nba parla proprio in questo senso. Siccome sto ancora inseguendo la storia dello slogan che mi hai messo li’ all’inizio dell’intervista e che speriamo venga alla fine: e se per caso succedesse per una volta il contrario? E se per una volta un attacco atomico come quello dei Lakers, in un momento veramente mistico dal loro punto di vista, ribaltasse questa antica e validissima teoria? Ecco: se c’è una volta che può succedere secondo me è questa. Lakers-Utah, probabile semifinale a Ovest, sarà bellissima. Sono 2 squadre molto più offensive che difensive. Lì ci vediamo la pallacanestro Nba in un’altra versione. Non quella di San Antonio, bensi’ quella di sistemi offensivi al limite della perfezione, e uno contro l’altro. Devo dire però che anch’io penso che se c’è un’avversaria scomoda per i Lakers, quella sia proprio Utah.

- Siamo ai quarti di finale, quattro sfide a Ovest, tre valgono una finale di Conference. Quella che la vale un po’ di più è Phoenix-San Antonio.

Questa è la Nba. Tu puoi permetterti un primo turno con l’equilibrio e il livello che hanno una gara che per certi versi è stata consegnata alla posterità. Se non altro perché c’è Tim Duncan che guarda Robert Horry e dice: che problema c’è? Se tu mettevi quei tiri da tre punti non li posso mettere io? Ha messo una tripla storica come se già la sua pinacoteca non fosse piena. Che poi le partite le vincano l’argentino e il francese questo è un altro discorso. Però stiamo parlando di un livello tecnico incredibile, e un livello di intensità spaventoso. Aggiungete a quello che vedete in tv almeno un 30% se la vedeste dal vero, cioè se li vedeste in campo a 10-20 metri di distanza, perché proprio li sentite che giocano come se fosse l’ultimo possesso della stagione… è fantastico.

- Flavio Tranquillo è ancora convinto che Phoenix abbia una possibilità di vincere, nonostante il 3-1?

Vi rivelo un dietro le quinte. Uscendo dallo studio dopo San Antonio Phoenix, gara 2 vinto dai texani, ho detto a Flavio: “Secondo me è ancora tutta da giocare”. “Sì… e no!” mi ha risposto lui. “Si’ perché lo credo, perché ci sta fisiologicamente, no perché 4 partite di fila su 5 partite San Antonio non le perde. Un modo o l’altro per vincere la serie la trovano…

- Questo però si diceva anche qualche anno fa, in San Antonio-Lakers quando gli Spurs erano 2-0 sui gialloviola, finché Derek Fisher tirò fuori dal cilindro “The Shot” a 4 decimi dalla fine.

Secondo me è più facile fare riferimento alla Detroit finalista nel 2005, era sotto 2-0 nelle finali, ed era arrivata a un paio di tiri, essendo avanti in gara 7 a San Antonio, dal ribaltare questo concetto: cioè battere gli Spurs 4 volte in 5 partite!

- Andiamo avanti con l’Ovest. Lakers-Nuggets e New Orleans-Dallas. Rivincita KB-AI otto anni dopo la finalissima 2001 e… passaggio di consegne per il trofeo Mvp? Da Nowitzki a Paul?

Se fosse un fatto romantico, ti darei assolutamente ragione. Però i ballots, le schede con il nome dell’mvp, sono state già consegnate all’Nba, quindi chi ha votato non ha visto gara 1 e gara 2 di No-Dal in questi playoff. Dove obiettivamente… tu immagino abbia giocato nella tua vita al campetto qualche volta.

Hai mai avuto la netta impressione che chi portava la palla, la partita la iniziava e la finiva? Ecco. Portate questo concetto al massimo livello mondiale Nba e Chis Paul è il ragazzino che porta la palla. Si gioca con il suo pallone, come dice lui e quando dice lui. Io raramente ho visto un’esemplificazione di padrone di una partita come è successo nelle prime due con Mavs.

La sensazione è che: New Orleans sia stata sottovalutata da tutti, anche dalla Nba. Trovami qualcuno che ha detto, prima dell’inizio della serie: Dallas questa serie non la vince. “Non c’è storia, magari in sette soffrendo, ma Dallas è piu’ forte, quelli la sono 3, a CP3 gli togli la palla dalle mani”… Non ci riescono! Non riescono nemmeno a togliergli la palla dalle mani!

Stiamo parlando di una città particolare, New Orleans, in un momento particolare. E di un fuoriclasse che passa ogni volta ogni tanto. E il primo a dirlo è il sottoscritto! Perché avevo dei dubbi. Perché ho sempre pensato che per essere 1.81 per dominare la Nba dovevi essere Allen Iveron, dovevi avere il suo cuore.

E tornando al tuo argomento di prima, mi spiace che AI abbia sempre la squadra piu’ debole quando affronta Kobe Bryant. Che però, e chiudo sulla tua provocazione, sarà l’Mvp. E perché? Difficile dirlo. In questo secondo me la Nba ha perso troppo da Hollywood. Ovvero sia: Joe Pesci non vince l’Oscar per “Mio Cugino Vincenzo”, film delizioso dove lui è al suo meglio di tutti i tempi. Lo vince con: “YOU’RE MOTHERFUCKING CLOWN! YOU’RE A MOTHERFUCKING CLOWN” in The Goodfellas –Quei Bravi Ragazzi ndr- dell’anno prima. Perché il contesto di un film diretto da Martin Scorsese è migliore di quell’altro. Allora Kobe Bryant nell’anno in cui i Lakers vincono la Western e dicono: “E’ diventato amico dei suoi compagni, si fida…” Grazie! gli davi Gasol si fidava anche l’anno scorso.

Il problema è un altro: è che non si può non darglielo nell’anno in cui i Lakers han vinto la Western, avendo dei sensi di colpa per l’anno scorso, perché permettetemi: se Kobe ce l’hai nel primo quintetto Nba, e nel miglior quintetto difensivo, e suoi antagonisti, Nash e Nowitzki, non sono nemmeno nei primi 20 quintetti difensivi, beh per default non è il miglior giocatore della Lega? Alla fine tutti questi discorsi vanno assieme e glielo danno quest’anno.

- Hai puntato 20 dollari su Houston all’inizio dell’anno…

Scommessa ignorante Houston, scommessa educata Dallas, e ti dico quanto educata potesse essere…

- Beh, hai promesso anche di andare anche al santuario della Madonna Vibrata in Abruzzo, nel caso in cui vincesse Houston. Molto molto dura… Quanta pazienza deve avere Houston con la Combo più scalognata della Lega? Quei due li’ s’infortunano con la frequenza che dava Sam Bowie! Cito Roberto Gotta, nostro amico, o forse lo avevi scritto tu all’epoca di American Superbasket una quindicina di anni fa: Sam Bowie s’infortuna anche pettinandosi… beh, con T-Mac e Yao siamo li’…

Obiettivamente si’, siamo lì. Peccato perché questa era una splendida edizione degli Houston Rockets. Mi sarebbe piaciuto vederli francamente al completo in una serie, dato quello che si era creato. Cioè: una commistione tra la versione precedente di Van Gundy e quella di quest’anno di Adelman, che aveva qualcosa di piu’ in attacco, una squadra piu’ omologa, con piu’ giocoatori che potessero surrogare l’assenza di MacGrady e il cinese, e in effetti questo si è visto durante la clamorosa cavalcata delle 22 vittorie di fila. Dipendevano meno del passato dai loro 2 fuoriclasse. Ma quando poi arrivi ai playoff e affronti Utah, squadra terrificante, ti rendi conto che se non hai la squadra al meglio, non lo passi il turno.

- Playoff attesissimi e meravigliosi. Tutti felici di esserci. Però secondo me i piu’ felici dell’Ovest sono una squadra che non partecipa ai playoff, nonostante abbia concluso con un record positivo…

Vediamo se indovino: i Portland Trail Blazers?

- Eccallà.. mi sa che i più felici di tutti sono loro…

Assolutamente. Ogni tanto parliamo durante le telecronache di cosa ha generato la cultura dei San Antonio Spurs. Il particolare piu’ evidente: ci sono piccole costole dei texani in giro per la Lega. 4 posti di General Manager sono occupati da creature degli Spurs. Uno è quello dei Blazers: Kevin Pritchard, che peraltro ha giocato anche in Italia. Questo qua in 6 mesi ha creato piu’ di tutti i suoi predecessori messi assieme da quando i grandi Blazers si sono dissolti, anche per via di una strana gara 7 all’epoca del primo successo dei Lakers del threepeat. Allora: Pritchard si è liberato di Zach Randolph, e tutto quello che ci va assieme. Portandosi a casa Steve Francis, che non è stato messo nelle condizioni di contaminare il gruppo dei giovani, e Channing Frye che comunque è un ragazzo piuttosto interessante. Aveva la prima moneta nel draft dell’anno scorso e si è preso Greg Oden, eccellente giocatore. Ha la possibilità, avendolo scelto, di portarsi a casa Rudy Fernandez, dalla Spagna il giovane europeo piu’ interessante, Danilo Gallinari permettendo e… ha milioni di dollari da spendere nel mercato dei free agent! Se tutto va come deve andare tra le prime 8 l’anno prossimo ci sono anche loro, con una componente di pericolosità che le altre non vorranno scoprire tanto in fretta.

- Non so tu ma io sentirò molto la mancanza dei Golden State Warriors in questi playoff. No more: “We’re gonna shock the world”. No more: “We believe in miracles”. E poi anche Webber, forse poteva gestire meglio il suo addio ai campi da gioco…

Si’, forse non andando in quella squadra li’, solo perché dovevano soddisfare un vecchio debito lui e Don Nelson che lo aveva fatto fuori in una versione precedente, quando Webber era un tantino piu’ forte. Anche a me mancheranno tanto. Peraltro senza il problema Stephen Jackson nelle prime sei partite, i playoff li avrebbero fatti, perché Captain Jack insieme al Barone è proprio la trave portante ed emotiva della squadra. E per questo si’, spiace anche a me. Anche perché il futuro della franchigia non è particolarmente brillante. Perché questo finale tra Nelson e Davis non anticipa particolari oroscopi positivi. Perché in generale è una squadra legata a un sistema di gioco e non sei sicuro di non poterlo replicare se non c’è lo stesso coach. Peccato, non è finita comunque. Si’, forse i veri delusi di quest’anno sono i Warriors. Anche perché, ci fanno notare col ditino: scusate, noi siamo quarti a Est, con queste vittorie, e se proiettate il nostro record contro l’Est, 20 vinte e 10 perse su 30 partite siamo terzi, al posto di Orlando, e ora staremmo giocando con Toronto invece di star davanti alla tv.

- La mia finale è Utah-San Antonio. La tua? Fuori due nomi.

Do fiducia ai Lakers nonostante francamente Utah sia l’ostacolo più difficile da superare, e se San Antonio supera l’ostacolo Phoenix “Ain’t gonna stop us now”, va in finale, e non è da buttare la finale con i Lakers, perché può piacere l’idea della dinastia contro chi era dinastico prima, e Kobe Bryant che ha mandato David Robinson dall’analista per molti anni che adesso gioca contro una squadra in grado di sostenerlo fisicamente ed emotivamente.

Part II

- Siamo all’Est. Dunque inevitabilmente, ci tocca iniziare coi Boston Celtics. All’inizio dell’anno quali critiche si potevano fare ai biancoverdi? Magari la mancanza di un play puro… magari che mancavano blocchi qualitativi a Ray Allen, ce lo avevi detto a Roma a ottobre, magari che questi big three avrebbero avuto problemi di cconvivenza. Oh, durante la stagione abbiamo ricevuto risposte più che positive. E’ arrivato Cassell, i tre hanno giocato insieme in maniera divina. E anche la panchina, inizialmente giudicata scadente dai più, Powe e compagnia han fatto vedere anche loro cose buone. A questo punto cosa può guastare la festa ai Celtics? Tutto dipende da loro? O da San Lebron?

No. Tutto dipende da un signore strano di due metri e dieci con la macchia in testa e con la fascia che si chiama Rasheed Wallace. Non vedo molte alternative. Ovvero sia un giocatore forte come Garnett che non dia agli altri l’enorme vantaggio che Garnett prende in tutte le partite.

KG è un giocatore illegale per molti punti di vista. Non solo per la cultura che mette in tutte le sue partite. Non soltanto per come si allena, ma proprio per come gioca, sui due lati sul campo. Lui ti dà la possibilità di utilizzarlo in tre ruoli, in frontline gioca da 3, da 4, da 5, tecnicamente marca tutti questi dall'altra parte, insomma ti dà un vantaggio tattico notevole e tutte le sere. Wallace è l’unico giocatore della Nba che “contra” questo vantaggio enorme che i Celtics hanno in tutte le partite.

Non vedo molte alternative. Non vedo Lebron in grado di fermare Boston. E allora cosa è successo da Roma? Premesso che non so se state leggendo ancora questa intervista se le basi sono quelle di ottobre, dato che non tutte le previsioni si sono rivelate cosi’ precise e nostradamusesche. Oh, evidentemente il bello dello sport è che le partite si giocano.

Dunque: Rondo, mi sono permesso sempre di dire che era un giocatore sottovalutato dal punto di vista offensivo. Era molto più forte di quello che si pensava. E avere avuto così tanta fiducia dai compagni che contano gli hanno dato ancora di più una sferzata di energia emotiva. Non è cambiato nulla con l’arrivo di Cassell. Perché Cassell può giocare solo alcuni spicchi di partita, e intanto Rivers continua a fidarsi di Rondo.

E a proposito di Rivers, non credo entrerà nella Hall of Fame, anche se poi magari glielo auguri. Non ci entrerà per le questioni strategiche, ma è un hall of famer dal punto di vista relazionale, molto bravo a gestire i suoi giocatori. Ora: i problemi quali erano? E’ la squadra di Paul Pierce, arriva Ray Allen, e quindi: quanto i due riusciranno a trovare l’amalgama, soprattutto su che tipi di tiri prendere? Vinta la questione, Allen si accontenta di molto meno di quanto ha avuto in passato perché comunque anche lui ci tiene a mettere qua sul dito del materiale metallico.

Inoltre: Garnett controlla tutti i giovani, spiega loro pallacanestro e li segue in allenamento e in partita. Ha creato un vero e proprio vivaio, dove Perkins per motivi misteriosi è passato da caratterista Nba a solido giocatore di ruolo, e Leon Powe, che non sapeva nemmeno di avere un ruolo nella Nba si gioca 15 20 minuti qualitativi su due lati del campo, ha delle mani superbe, ma quelle le ha sempre avute, ora però è un 1.99 che difende contro gente fisicamente e tecnicamente migliore di lui. E così, e così, e così… l’unico che li ferma? Quello con la macchia in testa.

- Peraltro Rondo ha deciso diverse partite, quando quei tre hanno avuto qualche problemino, è stato lui a prendersi la squadra sulle spalle, sbrogliando alcune situazioni difficili. Un altro “handicap”, per qualcuno è il fatto che né Pierce, né Allen né Garnett hanno mai vinto una finale di Conference. Ma francamente…

Io la trovo la peggiore delle abitudini americane. Dare un giudizio cioè per forza in base a quello che hai vinto. Garnett quando ha avuto una squadra per vincere? Un anno contro i Lakers, quelli che persero dinastia e tutto poi con Detroit. E giocò la settima contro Sacramento e due giorni dopo la prima contro i Lakers, persa peraltro al Target Center in una situazione difficile, con gli altri riposati da 5 giorni. Da lì in poi la serie fu comunque molto equlibrata. E’ la prima volta che Kevin Garnett ha una squadra con cui vincere il titolo. Vediamo dove va.

- Torniamo a Detroit e Cleveland. Abbiamo Boston quasi sicura finalista. Le due che possono darle fastidio? Forse i puristi del gioco vogliono Detroit in finale. I ragazzini invece sicuramente vogliono vedere le schiacciate, lo spettacolo, vogliono Lebron James. Ora, a parte Wallace, forse non è che questa volta han ragione i ragazzini. Non è che forse questo è davvero l’anno di Lebron? Anche in base a com’è andata l’anno scorso contro i Pistons. Secondo te quale delle due squadre secondo te si accoppiano meglio coi Celtics?

Cleveland è una squadra prigioniera della sua situazione tecnica. Ovvero sia: ha fatto uno scambio per movimentare le acque e basta, per dare la sensazione a LbJ che “facevamo qualche cosa e poi una volta i treni arrivavano in orario”, molto più che uno scambio tecnico. L’impressione che ho è che James possa dominare l’Est, ma fino a un certo punto. Il suo cast di supporto può arrivare fino a, che so, tipo la partita di gara 5 dell’anno scorso, dove, al di là che lui abbia scalpellato 48 punti nella storia, sia stato più un problema di Detroit come hai detto tu che altro. Detroit: è una squadra indolente, con un bello specchio davanti, però a livello dei primi 5 è ancora il miglior quintetto Nba. Dumars è un Gm di un'altra categoria, ha messo insieme un gruppo di giocatori valido, anche dal sesta alla 12esimo uomo sono tutti in grado di entrare in rotazione.

E’ forse il roster più completo della Nba se prendete i due lati del campo: più forti in attacco degli Spurs, e con una difesa comparabile. Più forti in attacco dei Celtics, leggermente sotto a livello difensivo. Il problema è che dipendono dalle loro lune, dalle loro emozioni e in particolare ancora da Wallace, come dice Barkley: in sera singola è il piu’ forte della terra. Ecco poi però inserite qualsiasi altro argomento nel concetto di sera singola.

In quella gara 5 con i Cavs, siccome non stava gradendo quello che succedeva in campo, dopo un timeout, quando il coach ha detto: “Zona, eh, contro Lebron zona”. Governo ombra: “No noi a zona non giochiamo, tzè! I mezzi uomini giocano a zona, noi siamo uomini”. Si va in campo, tre a zona, un compagno invece lo segue. James vede tutto e dice: “Oh, che bello”, va dentro schiaccia game set match history, partita persa, i compagni guardano Rasheed e dicono: “Vabeh, dai. E’ Rasheed…”. Ecco se succedono ancora queste cose non so nemmeno se passano il primo turno, cosa che peraltro si stanno impegnando a fare…

- Lo sgambetto Phila lo ha già fatto, e due volte.

Lo ha già fatto due volte ma guardiamo proprio gara 1, dove Wallace, con 15 punti di vantaggio, si è messo a scherzare con Flip Murray, suo ex compagno di squadra e sua creatura. Pazzesco. Al di là di tutto, comunque, mi sembra evidente che sarà Detroit-Boston in finale a Est, e che si arriverà anche alla settima. Li’ vorrei vedere Wallace contro Garnett, uno contro uno come due massimi al centro del quadrato, e con 50 colpi a testa.

- Andiamo in Canada. A Roma, quando intervistai Tj Ford, gli spiegai una mia coraggiosa idea: vedere Toronto in semifinale. Lui rispose: “What’s so brave about that?” Che c’è di coraggioso? In realtà, nonostante tute le storia belle che quest’anno ci ha regalato Toronto, questa è una squadra che resta con un anima divisa in due, una afroamericana, l’altra europea. E' il momento di capire quale delle 2 anime sia migliore?

Beh, Toronto è uscita contro Orlando dando proprio la sensazione che quest’anima sia davvero divisa in due, e senza nulla togliere a Orlando, squadra bellissima che è a un giocatore e mezzo da poter competere per il titolo dell’Est. Vedi Toronto durante l’anno, contro i Celtics, nelle prime due partite finiscono all’ultimo tiro e riescono addirittura a vincere in casa loro dopo aver perso in Canada. Toronto ha le tipiche caratteristiche d’area Fiba, molto indigesta alle altre squadre Nba che contro quel tipo di gioco fanno fatica a ruotare difensivamente.

La mia sensazione è che all’infortunio di Bosh i veri problemi della squadra siano venuti fuori. L’anima divisa in due c’è. Chi rischia? Coach Mitchell, palesamente legato agli afroamericani nonostante la squadra tenda molto di più dall’altra parte. In più la sera dell’inforutnio di Ford si è scoperto che il miglior play è: la riserva.
Josè Calderon. Vi dico una statistica, che non amo ma che è terribilmente significativa, nonostante sia riferita ad aprile, non il mese migliore per valutare un giocatore. Costui ha 80 assist per 2 palle perse. E’ di un'altra categoria Calderon, che probabilmente cambierebbe la vita a… la Cleveland di Lebron James!

E allora però diventa un giocatore franchigia. Ma quindi devi dargli dei soldi. Però hai investito troppo su Ford… Perché signori, parliamoci chiaro: ogni volta che sentite parlare del salary cap Nba, confrontato al sistema del calcio nostrano: se dai 4 milioni di euro a Dida, te lo tieni, non ne prendi un altro! Non è che dico, vabeh, lo do in prestito poi vediamo… NO! Te lo tieni o lo scambi con un altro errore di un altro squadra, e così inizia un circolo vizioso. Troppo facile, qui se sbagli paghi. E probabilmente i Raptors hanno sbagliato.

- Abbiamo detto Che Toronto ci ha raccontato diverse storie belle quest’anno. Jamario Moon, Jose Calderon, Tj Ford per come si è ripreso di nuovo, stavolta dall’infrtunio con Horford, Carlos Delfino… Non vedo però nessuna bella storia che vede protagonista Andrea Bargnani. E’ la sua ultima stagione a Toronto? E se non lo è, secondo te è questo il momento di cambiare aria se Mitchell dovesse restare?

Eheh… veramente una bella domanda. Allora: le squadre Nba che pagano i giocatori non sono contente che gli europei giochino in estate per le loro nazionali, pensano che l’Europa non abbia interesse a lavorare per le parti che servono a loro. Cioè: se gioca la nazionale, Bargnani va in ritiro 50 giorni, gioca la pallacanestro europea per la sua nazionale mentre però la Nba dice: no, fai un lavoro tecnico e fisico per quello che serve a noi che ti diamo 3 milioni all’anno. E questo lavoro tecnico e fisico è stato fatto solo in parte. Però siccome devo leggere sui giornali Usa: “Ah che errore Toronto, se avesse scelto Aldridge”. Spetta. Come disse Lucio Dalla: “Momento momento anch’io ho qualche argomento”. Vogliamo fare uno scambio? Aldridge a Toronto dove la star è Bosh che spesso prende meno di 5 rimbalzi a partite e preoccupandosi d’altro che del testosterone da mettere sotto i tabelloni...

- Il famoso Quasar Player…

Perfetto! Ed è un signor giocatore, Bosh, per carità, ma con 5 rimbalzi a partita nella Nba non vai da nessuna parte. Se poi lo accoppi a Bargnani, che ha lo stesso problemino… ecco vi cito che in gara 1 contro Orlando Dwight Howard ha preso da solo tutti i rimbalzi presi dalla frontline avversaria! Allora facciamo così: Aldridge con Bosh e Bargnani dall’altra parte. Dove c’è Psyco Przibilla accanto a lui, che vi assicuro di lavoro sporco ne fa quanto ne volete, poi nell’ultimo quarto esce Psyco e Roy e Aldridge giocano tutti i pick and roll decisivi per la partita. Vogliamo vedere il rendimento di Bargnani in questa realtà rispetto a Toronto e viceversa? Io credo che più degli altri per i giocatori europei molto dipende da dove vai. Se Luis Scola fosse andato a Seattle o Charlotte, avrebbe abbandonato li’ la palla, pam pam pam, e l’avrebbe lasciata lì per terra.

- Siamo cosi’ agli italiani. Su Belinelli poco da dire, primo anno difficile, speriamo abbia spazio l’anno prossimo, i mezzi per emergere ce li ha, se va come il 2008 allora forse si potrà parlare di un eventuale ritorno in Italia. E poi c’è Gallinari. Sarà scelto al draft quest’anno, è ufficiale, ha le carte per fare meglio di questi due. L’avevi messo chiamata numero 10 all’inizio, poi numero 4, hoopshype, mi sembra numero 5…

Io parto dal 10 perché tutte le volte che ho parlato con scout e Gm Nba, loro sono sempre meno preoccupati del cosiddetto mock draft, loro si preoccupano di altro. Loro lo vedono giocare nel contesto europeo, dove lui è un giocatore di un certo tipo. Ma devono e vogliono vederlo in proiezione nel loro di sistema. E questo è un ragazzo dal talento sorprendente, si vede che è proprio un giocatore di pallacanestro, molto europeo.

E’ un giocatore alla Bodiroga. Lui il salto non se l’è mai sentito di fare perché sapeva che se non ci fossero stati i contesti giusti sarebbe stato esposto a quelli che erano i suoi limiti. In questo caso: Danilo Gallinari chi marca? Troppo veloci i 2 o i 3, ed è troppo leggero per marcare i 4-5. Quindi gioca in un ruolo intermedio. Se capita la squadra giusta, che lo fa partire da sesto uomo e gli dà 25 minuti in un sistema di basket molto educato, troppo facile sempre fare il nome dei Spurs, Gallinari fa una signora stagione, subito in doppia cifra al primo anno e diventa la grande speranza bianca versione tricolore.

Se finisce in un contesto meno educato, dove becca dei giocatori che gli dicono: guarda, non siamo disposti ad aiutarti, abbiamo piacere fisico a vederti esposto in una zona del campo dove tu devi imparare solo a dire una cosa: “Help”, aiuto e loro non te lo danno, allora un giocatore con quella personalità, quel gusto per il gioco, con quell’integrità, potrebbe dire: “Non è la mia tazza di tè”. E allora viene fuori un altro caso Belinelli. Scelto in un contesto dove non avevano cosi’ bisogno di lui.

Dove l’allenatore non lo ha ritenuto subito da Nba, ma che ha ritenuto da Nba Azubuike, che a mio parere è più scarso di Belinelli, ma nel contesto di squadra anche per via della lingua del gioco Nba, era probabilmente piu’ adatto, ed è diventato cosi’ anche piu’ forte di lui, ottenendo minuti importanti dalla panchina. Per gli occhi europei fa sorridere, per loro ci sta. Fare la previsione di un giocatore europeo, cosi’ atipico, è difficile. Credo nemmeno la mamma di Ginobili credeva sarebbe diventato così forte. E anche Popovich per mesi diceva: “Ma chi m’avete portato, non voglio vederlo, gli slavi san giocare, gli argentini, che giochino a calcio!!!”.

- TU dove lo vorresti vedere? Si parla che a lui sono interessati i Clippers, Chicago…

Ecco, Chicago sarebbe proprio una bella città per lui. Un bel sistema di pallacanestro. Io sono preoccupato di sapere chi allena questo giocatore. Se gli capita uno alla Mitchell farebbe fatica. Io credo che Chicago la prossima stagione avrà un bravissimo allenatore e un buonissimo gruppo. Se potessi scegliere una destinazione scelgo Chicago, anche per lui, che magari non finisce abbandonato in una città difficile vedi Jianlian. Chicago è una città cosmopolita, a Gallinari piacerebbe cosi’ quell’America che non mi sembra sia il suo grande amore.

- Due parole su Miami? A memoria non ricordo una squadra che vince il titolo e poi in due anni finisce cosi’ in basso. Shaq o non Shaq.

Questa è stata veramente peggio di Chicago…

- “Siamo sempre con voi”…

Siamo sempre con voi! Cioè ragazzi l’abbiamo dovuta vedere tutto l’anno. E peggioravano di volta in volta. L’ultima versione vista era un gruppo di giocatori da lega di sviluppo e un paio di giocatori Nba. E l’allenatore ha mollato il gruppo a metà anno per andare a vedere i prospetti del college. Beh, una resa senza condizioni. Ma il bello di questa Lega è che: Riley è un grande manager. Ovverosia, con la scelta che ha Miami, un paio di movimenti contrattuali e di mercato, e un buon spazio salariale creato, tenendosi la base con Wade e Haslem più un paio di ragazzi che ci sono, in un anno, a Est, puoi tornare competitivo. Altrove non sarebbe possibile. Non è un lavoro di ricostruzione possibile in altre Leghe. Nell’Nba sì, per come è creata a osmosi dal livello collegiale al livello professionistico: se gli Heat hanno fortuna, se la pallina da ping pong fa il suo mestiere, tutu-tutu-tutu… Prima scelta, Beasley o Rose, questi sono in corsa subito.

- E Shawn Marion?

E’ gestito dall’agente piu bellicoso della Nba. Ha un contratto da 17 milioni in scadenza. Quindi ora nessuno è disposto a muoversi. Gli han fatto capire che un ‘estensione, alle cifre che vogliono, è improbabile. Secondo me Miami inizia la stagione e vede come va. Delle due l’una: o si scambia o creano spazio salariale che riempiono l’anno prossimo. Difficile un futuro per lui agli Heat, a meno che le cose vanno tutte bene nel periodo di prova e se vanno bene allora la cavalchi la cosa. Con la prima scelta, metti Rose, con Wade e Marion, a Est sei buono subito, non saranno i big three, ma non li butto via.

- Non si può chiudere senza i New York Knicks, ci hanno regalato tanto quest’anno, lo faranno anche l’anno prossimo? Dai raccontaci qualcosa, un aneddoto…

Ha! I New York Knickerbockers! Sono il cruccio principale dell’Nba. Veramente. Si dice che David Stern sia anche tifoso dei Knicks, niente di male, cresciuto a New York, ebreo newyorkese appassionato di basket, magari da giovane tifava i Knicks. Il problema è che Stern è un dirigente severo e imparziale. Vorrebbe vedere quella che di fatto è la capitale del cosmo con una squadra che dia lustro alla Lega…

- Anche perché è la squadra, nonostante i risultati pessimi, che vale di più.

Esatto. Il problema è che in passato Stern ha imposto alcune scelte, probabilmente alle sue affiliate. Ma qui ha incontrato un gruppo dall’importanza finanziaria enorme: la Cable Vision, che dice: senta signor Stern, guardi, sapremo noi amministrare le nostre cose. Il che non è vero, è abbastanza palese. Però non vai da papà Dolan, che mette i soldi, e gli dici come gestire una sua property. La gestione è la seguente: ha messo lì il figlio, che in precedenza aveva provato a gestire la squadra di calcio, ma è andata male. Poi l’ha mandato a gestire l’ippica… e gliel’han rimandato indietro, doppia zoccolata: “No grazie, non lo vogliamo”.

E allora gli ha detto: gestiscimi i Knicks e la squadra di hockey, i Rangers. Non voglio parlare dei risultati: ma ne ha fatto una questione di principio! Quindi la sua scelta, Isiah Thomas, l’ha difesa fino all’ultimo giorno possibile Una Balaklava da cui non ci si alza piu. A questo punto Stern va da Dolan e dice: “Adesso basta, basta infangare così la mia Lega. Mi metti un uomo di provata fede: che ne dici di Colangelo?” Che vien usato da Stern quasi sempre? No! Perché non si fanno imporre nomi da nessuno. Transazione su Dolan padre, newyorkese, uomo di Nba perché spesso si consulta con Stern.

Ora la situazione qual è? Abbiamo il commercialista che dice: senta signor Donnie Walsh, io con sti conti non so che cosa fare. Inoltre nessuno vuole aiutarli! Perché un conto è metter un buon allenatore. Si parla di Mark Jackson anche se ora lo vogliono anche i Bulls. Ma poi come vieni a capo di una situazione di cui Thomas è stato vittima? Ovverosia: NY non può permettersi una ricostruzione. Perché vengono alla partita: Woody Allen, Spike Lee, pagano 2500 dollari a poltrona, se gli faccio vedere una squadra di giovani, questi non han piu voglia di darmi i 2500. Servono subito i nomi, ma in una grande turbina come quella dei Knicks, così, finora, non ha funzionato. Qualcosa devono mettere a posto. Hanno la fortuna di giocare a Est. Ma nell’immediato non vedo un grande futuro.

Part III

- Restiamo in qualche modo in Italia. Nonostante le rassicurazioni di Walter Veltroni e di David Stern, il tour Europeo della Nba non sbarcherà in Italia nel 2008.

Ma in generale è cambiata la prospettiva, non so se lo avete notato ma non giocano più contro squadre di Eurolega, adesso giocan tra di loro. C’è una conflittualità tra le due principali leghe mondiali di pallacanestro che era latente prima, e direi ufficiale adesso. Non ci vogliamo più bene, gli europei non hanno preso bene i disegni espansionistici Nba, si sono sentiti fuori da questa prospettiva, e ora è gelo. E gelo significa che gli americani non smettono di sbarcare in Europa, antica tradizione, ma giocano tra di loro.

Abbiamo prima parlato di possibile colonia italiana nella Nba. In realtà già ce n’è una, ed è quella spagnola. Gasol cosi’ forte ai Lakers, in pochi forse lo avrebbero previsto. Di Calderon abbiam già parlato, Navarro ha avuto un primo anno buonissimo. Poi arriva Fernandez, senza dimenticare Garbajosa, chissà Toronto cosa avrebbe fatto con lui in quintetto.

Sì, sicuramente Garbajosa è stata una perdita importante. La loro è la miglior colonia nella Nba che non sia quella argentina. Migliore anche di quella francese. Gli spagnoli hanno un gusto per la pallacanestro e un sistema di gioco molto adatto alla Nba. La cosa curiosa è che sono figli di questa generazione spagnola che “No habla inglès”. Cioè il Franchismo ha azzerato l’esternazione verso un mondo anglosassone. Gli spagnoli in questo periodo si sono divertiti a fare la Spagna se avessero vinto i repubblicani. E che cosa sarebbe stato della storia europea, spagnola in particolare se nel ‘36 le cose fossero andate diversamente. Una cosa è certa: gli spagnoli parlerebbero meglio l’inglese. Invece per loro l’inglese è una cosa lontana. E’ considerato da femminielli parlarlo con il loro accento quindi lo parlano con l’accento spagnolo. Se tu parli con i giocatori spagnoli dell’Nba parlano un inglese rudimentale. C’è stata una storia raccontata da Calderon: c’era Payton che gli stava parlando nel trash talk, lui lo ha fermato e gli ha detto: “Guarda puoi dirmi quello che vuoi, tanto non capisco una sola parola di quello che mi stai dicendo. Belinelli e Bargnani parlano un buon inglese, Gallinari parla un eccellente inglese. Ma poi devi giocare. E gli spagnoli sono molto adatti a giocare quel tipo di pallacenstro. Non so perché ma hanno qualcosa di diverso, ed è un piacere vederli giocare.

- Torniamo su Stern. La mia speranza è che faccia un buon lavoro quest’estate per un progetto nuovo, che permetta a una squadra che ha il 50% di vittorie di giocare i playoff. E poi che si eviti la storia del giocatore che chiede di essere rilasciato per poter andare a giocare in una squadra da titolo a metà stagione perché è a fine carriera e blablabla...

Perfetto: a) non ti do speranze. Per b) fanno qualcosa subito. La Nba è una lega dirigistica. Hanno un regolamento che prevede tutto. Se vengono colti chiaramente in fallo da una situazione paradossale come quella di Van Horn quest’anno, cioè un giocatore ritiratosi da due anni che viene “artatamente riattato” per farlo entrare all’interno di uno scambio come se realmente fosse un giocatore, cosa che non è più beh, Stern non accetta questo. Vedrai che si presenterà con una normativa che riduce a 0,001 le possibilità che si verifichi un episodio di questo tipo. Sull’altro dovrebbe cambiare la struttura della Nba, e questo non se la sente di farlo. Perché dice: “Eh voi ragazzini che vi ricordate la Nba degli ultimi 10 anni, ma quando Jordan dominava era l’inverso! Era l’Ovest nella situazione in cui si trova adesso l’Est, era l’Ovest che aveva un livello decisamente più basso, e così a Est stava fuori gente con record positivi. Ricordo gli Spurs un anno ai playoff con un record sul 40% di vittorie. Come dire: c’è un andamento alterno, per cui potrà succedere che in futuro sarà l’Est di nuovo particolarmente forte. Non si può sapere con certezza. Anche per questo sarà difficile che ci sia un intervento.

- Per concludere: due nomi per la finalissima. Anche tu vuoi Boston-Lakers come forse tutti gli Stati Uniti?

Si’, se potessi sì, volentieri, anche perché dovendo andarle a commentare una settimana a Los Angeles pagata dall’azienda non la butto via. Vi anticipo che anche se Boston dovesse perdere contro Cleveland in semifinale non vi direi mai: “Ve l’avevo detto a ottobre ma voi non mi credevate” perché non è quello che penso. Penso che Boston vincerà l’Est a meno che quello con la macchia bianca non tiri fuori partite irreali. E penso che se in finale avranno buonissime possibilità di vincere il titolo, sia contro San Antonio che contro i Lakers. Tuttavia sono convinto, che se Phoenix fosse riuscito a uscire dalla situazione impraticabile in cui si è trovata, e se fosse riuscito a battere gli Spurs e vincere l’Ovest, magari con Utah che gli portava via i Lakers, perché l’Ovest è fatta così, è tutto un “rituale” di accoppiamenti, allora i Suns sarebbero stati gli unici in grado di battere sia i Celtics che i Pistons.

- Siamo alla fine di questa, direi “maratona di intervista” …
E’ colpa tua perché fai delle domande troppo belle!

- Ah, di sicuro. Però adesso salutiamo gli appassionati. Magari con una versione aggiornata di: “Oh, se non vi piacciono i playoff non vi vogliamo nemmeno conoscere…”

L’aggiornamento è: “Va beh, ok, però allora non siete il nostro tipo se non vi piacciono i playoff Nba”. Nel senso che i playoff Nba sono a mio modesto avviso il più bel momento dello sport, nel senso che vedi il meglio che gioca per un obiettivo, e tu hai fatto prima un osservazione interessante su come parificare il talento. Però fammi vedere una Lega dove il Cagliari vince tre titoli negli ultimi 5 anni e attenta a vincerne un quarto negli ultimi sei e poi parliamo di tutto il resto dello sport. Non c’è un luogo più bello della Nba secondo me per poter avere un risultato veritiero su chi è la squadra più forte partendo tutte dalla stessa base. Solo per questo, perché è quel tipo di Lega, stanno una spanna sopra tutti. Poi ci sono i migliori atleti. Poetici. All’interno di un contesto irripetibile. Per ambiente e tutto quanto. Ripreso televisivamente mi permetto di dire in maniera discreta… Enjoy.

- Beh, buoni playoff a tutti. E un ringraziamento di cuore a te Federico. Hai dimostrato ancora una volta un’amicizia davvero commovente.

E’ cosa buona e giusta.

Permalink da Giacomo "Rifleman" Iacomino alle 00:52:30, Sport: Generale, 6792 parole

17 commenti

Commento from: kemp [Visitatore]
Potevi fare una domandina sulla questione dei Sonics, mi sarebbe piaciuto avere il parere del Buffa in merito.
29.04.08 @ 01:15
Commento from: luca [Visitatore]
grande l'avvocato!!!sempre n.1...a quando il commento sulla east coast?
29.04.08 @ 14:52
Commento from: rifleman [Visitatore]
vero su Seattle, purtroppo non mi è proprio passato per la testa... ero troppo in fase playoff. L'Est dovrei riuscire a tirarlo giù in serata...

stay tuned
29.04.08 @ 14:56
Commento from: drazen [Visitatore]
bella intervista... peccato che buffa abbia sottovalutato atlanta. Abbiamo una serie, man!! Joe ha jordaneggiato e alcune stoppate di Josh sfidano la gravità. Ciao gente, mi preoccupa la finale con gli spurs..
29.04.08 @ 15:23
Commento from: sdf [Visitatore]
grandissimo federico!!
29.04.08 @ 20:44
Commento from: miki [Visitatore]
grande fede, bella intervista...

Vi segnalo che nell'ultima parte avete invertito il grassetto con il testo normale...ciao!
30.04.08 @ 14:50
Commento from: "magic" [Visitatore]
belinelli più forte di azu??ma dove,dai per piacere se poi è una questione nazionale lascio stare..azu sotto tutti gli aspetti è miliore:atacco:sia in penetrazione(dove belinelli non ci puo neanche provare)sia al tiro(dove azu è più costante)difesa:non sono 2 difensori,però azu è migliorato moltissimo ed ha il fisico che lo sostiene.rimbalzi:senza storia,azu.unico aspetto in cui belinelli è migliore è nella visione generale,me nemmeno troppo..
un altro aspetto in cui azu è fortissimo è quello del lavoro:è un lavoratore straordinario,cosa che il beli deve invece dimostrare..
30.04.08 @ 17:11
Commento from: sir charles [Visitatore]
per caso Azubuike è il tuo amante?
30.04.08 @ 17:32
Commento from: Manolo [Visitatore]
ma gli avete fatto le foto peggiori possibili. che vi ha fatto?!?!?!?

cmq caro buffa, è vero che la NBA è la miglior lega come strutturazione etc e che il cagliari potrebbe vincere 4 anelli in 6 anni ma anche l'NHL è simile come fattura
02.05.08 @ 14:10
Commento from: rifleman [Visitatore]
non sono foto, sono fotogrammi estrapolati da un girato. Ho scelto fotogrammi in cui lui appare il più spontaneo possibile. E' stata una chiacchierata molto molto colorita, vispa, mai banale. Le sue smorfie aiutano a farlo capire.
02.05.08 @ 16:26
Commento from: Manolo [Visitatore]
Ah ok. Stavo già componendo il numero abusi sulla tastiera telefonica
03.05.08 @ 20:08
Commento from: Simone [Visitatore]
Mittttticccccooo!!!

Il mio sogno è vedere una telecronaca di Flavio Tranquillo con Federico Buffa e Dan Peterson come opinionisti/commento tecnico.
Se succede chiamatemi!
05.05.08 @ 01:15
Commento from: Fello [Visitatore]
Questa intervista l'ho vista in tv, su Class News, quasi per caso un giorno della scorsa settimana...
07.05.08 @ 10:32
Commento from: red Dj and the 33 rulez [Visitatore]
simone 6 gay e nn capisci niente di basket..peterson fa schifo ed è incompetente
13.06.08 @ 16:17
169ee46c0b013b15930e709ad07e1f52
http://njdokj.info/aaceb9d32723728e94f9492a03929911/169ee46c0b013b15930e709ad07e1f52
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02.07.08 @ 14:25
http://www.youtube.com/watch?v=gX-dZDBfg2U
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[url=http://www.youtube.com/watch?v=gX-dZDBfg2U]http://www.youtube.com/watch?v=gX-dZDBfg2U[url]
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25.07.08 @ 20:25
Commento from: nswzvakp [Visitatore] · http://rlqhjnca.com
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30.07.08 @ 12:55

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